Individuato il generale dei Servizi che chiedeva l'assunzione della figlia ROMA. Diego Anemone continua nella sua strategia: scena muta davanti alle domande del Gip di Perugia. Hanno parlato, invece, Angelo Balducci, Mauro della Giovampaola e Fabio De Santis. «Risposte esaustive - dice l'avvocato Franco Coppi, difensore di Balducci - un interrogatorio molto lungo e analitico». Balducci - dice ancora il suo legale - «regge bene, ma la prova è dura». Della Giovampaola si è difeso dicendo che il suo «era solo un ruolo tecnico». Sulle scarcerazioni il Gip, Paolo Micheli, deciderà entro lunedì. Mi sento George Clooney. A Firenze, invece, sentito l'avvocato Guido Cerruti il cui ruolo emerge a proposito della vicenda legata agli appalti dei Nuovi Uffizi e della Scuola Marescialli, vicende che potrebbero portare a breve a nuovi sviluppi. In particolare gli inquirenti hanno messo l'occhio sulla nomina, il 3 febbraio, di Riccardo Micciché a direttore dei lavori nel cantiere Nuovi Uffizi. Nomina nella quale ha avuto un ruolo Mauro della Giovampaola che proprio nel pomeriggio del 3 febbraio dice a Balducci: «Oggi siamo stati a Firenze, è andata bene... perché abbiamo fatto la sostituzione di tutto il gruppo Direzione lavori... Micciché... eeeh mi sono sentito un po' George Clooney, oggi». L'incarico di Micciché nasce da un'ordinanza di Protezione civile che nel giro di pochi mesi spoglia la Soprintendenza fiorentina alle Belle arti passando la gestione al dipartimento di via della Ferratella dove - scrivono i Pm - «i grandi eventi sono gestiti in una situazione di palese e grave illegalità». Un posto all'Unicef. Dalle carte dell'inchiesta continuano a uscire elementi che provano come il «sistema gelatinoso» fosse radicato. Prendiamo il caso di Filippo, uno dei figli di Balducci, il padre gli trova più di un lavoro. Nell'ottobre scorso, per esempio, il giovane firma un contratto part-time con l'Unicef dopo un incontro fra il padre e Vincenzo Spadafora, presidente di Unicef Italia. Le inchieste incombono. Le inchieste giornalistiche che incombono, ma anche l'urgenza di continuare a fare affari con gli appalti del G8. La «cricca» non si ferma fino all'ultimo e individua la strada per allontanare i sospetti da Diego Anemone e i suoi soci più o meno occulti. E' il 22 gennaio scorso. Stefano Gazzani, commercialista di Anemone e Balducci, ha individuato soci e nome della nuova società cui affidare lavori. Ne parla con l'avvocato Patrizio Leozappa, che essendo il genero del presidente del Tar del Lazio Pasquale De Lise, si è già occupato di alcuni problemi amministrativi per conto di Balducci. La Casalmonastero srl. «Patrizio Leozappa - scrivono i carabinieri del Ros - si raccomanda che la società prescelta per l'intestazione delle società sia una che non sia direttamente riferibile al gruppo Anemone». Leozappa: «Comunque è fuori giro... stiamo tranquilli?». Gazzani: «Eh... me l'hanno suggerita loro». L: «Bene l'importante è che...». G: «Sì è fuori da quei discorsi... mai stata nominata». «Il riferimento - annotano gli investigatori - è alla Cogecal srl che ha eseguito lavori nell'ambito del G8 alla Maddalena». Il generale è un finanziere. Era stato il cruccio degli inquirenti per mesi. Il generale che stava dalle parti di via Merulana e chiedeva l'assunzione della figlia. L'uomo di cui Diego Anemone aveva il massimo rispetto e che parlava da un'utenza dell'Aisi, Agenzia informazioni sicurezza interna, uno 007, insomma. Il suo nome è Francesco Pittorru, è sardo, di Calangianus, ed è generale della Guardia di Finanza. Gli inquirenti ritengono che la figlia, Claudia, da febbraio di quest'anno sia stata assunta al Salaria Sport Village. Particolare curioso: i carabinieri del Ros, per individuare esattamente «la torre» davanti a cui Anemone e il generale si incontrano in due precise circostanze (il 18 settembre e il 24 dicembre 2008), hanno utilizzato Google Street View, il programma che fotografa le strade su Google Maps. Uno 007 per la patente. Stefano Gazzani ha un figlio, Alessio, che non riesce a prendere la patente A. Gazzani decide allora di rivolgersi al cognato di Anemone, Arnaldo Pascucci, poliziotto, da poco trasferito ai servizi segreti (Aisi). Il 21 ottobre Pascucci lo informa che per raggiungere l'obiettivo dovranno sborsare 1500 euro. Arnaldo: «Andiamo sul sicuro, Stefano, per comprare il motorino a tuo figlio mi devi da' 300 euro in acconto subito e 1200 alla consegna... con calma... se t'interessa». Gazzani: «E' un buon affare, va bene».
FIRENZE - Sospetti anche sugli appalti dei Nuovi Uffizi
Il generale dei Servizi, Francesco Pittorru, è stato identificato come un finanziere che ha chiesto l'assunzione della figlia Claudia Anemone. Anemone e il generale si sono incontrati in due circostanze specifiche, e gli inquirenti hanno utilizzato Google Street View per individuare la torre davanti a cui si sono incontrati. Stefano Gazzani, commercialista di Anemone, ha rivolto il cognato Arnaldo Pascucci, poliziotto, per aiutare il figlio Alessio a prendere la patente A. Pascucci ha richiesto 1500 euro per aiutare Alessio a ottenere la patente.
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