NAPOLI Madre? No, matrigna. Il museo di arte contemporanea Donnaregina, fiore all'occhiello della politica culturale della Regione, all'ultimo atto della consiliatura, scricchiola dall'interno e viene (ancora) attaccato dall'esterno. Così due mobilitazioni nate separatamente diventano una. I PICCOLI CONTRO IL GIGANTE - Da una parte il Comitato dei piccoli musei campani che protestano contro i 20 milioni di fondi europei assegnati alla struttura e vincolati alla organizzazione di mostre. Dall'altra i sessanta precari della Pierreci (scatola cinese di Scabec, fornitrice di servizi alle sale di via Settembrini) che rischiano di perdere il posto perché la Regione ha tagliato i fondi ordinari (da 2 milioni e 700 dell'anno scorso a 1 e 7oo del 2010). Nella chiesa di San Gennaro all'Olmo, dove Vincenzo Pepe, presidente della Fondazione Vico, ha convocato un incontro «militante», c'è un mutuo scambio di solidarietà. DUE PROTESTE IN UNA - I lavoratori del Madre condividono l'agitazione dei circa cento musei rappresentati nel tempio che vide il battesimo del filosofo de I corsi storici, e loro appoggiano quella dei precari. Pepe, che insegna diritto costituzionale comparato e diritto dell'ambiente e beni culturali alla Seconda Università di Napoli, rilancia: «Noi protestiamo contro il Madre perché vogliamo salvare il Madre. Assegnare maxifondi per gli eventi e mettere a rischio i dipendenti significa avviare il museo alla chiusura». Poi tutti davanti al portone di Donnaregina dove va in scena il girotondo (tra gli altri ci sono Peppe Morra del Nitsch, Maria Pia Incutti del Plart, Giuseppe Reale di Santa Maria La Nova, Antonio Pariante del comitato di Santa Maria di Portosalvo per il Filangieri, Marinella Pucci del Museo irpino ed altri). CICELYN: IL MADRE RISCHIA DI CHIUDERE - Ad aspettarli un Eduardo Cycelin, direttore del Madre, non meno preoccupato: «Se la Regione dimezza i fondi di gestione, il museo rischia di chiudere. È vero che abbiamo i finanziamenti per i progetti, ma come si fa a tenere aperte le sale senza personale?». E sui girotondini celia: «Evidentemente sono qui a portarci la loro solidarietà». Pepe non è d'accordo: «Parla come Maria Antonietta con il popolo. Hanno fame? Date loro delle brioches». E fa un appello ai candidati De Luca e Caldoro: «Chiedano a Bassolino di revocare la delibera che di fatto ipoteca i prossimi tre anni». A una richiesta di sospensione e, in seconda istanza, a un ricorso al Tar, sta lavorando per conto del comitato l'avvocato Luciano Costanzo: «Mi appellerò a un difetto di motivazione del provvedimento e alla sua illogicità».
NAPOLI - Contro il Madre girotondi e proteste In piazza precari e piccoli musei
Il museo di arte contemporanea Donnaregina a Napoli è in crisi. I dipendenti e i lavoratori dei piccoli musei campani si sono uniti per protestare contro la Regione che ha assegnato 20 milioni di fondi europei per la struttura, vincolati all'organizzazione di mostre. I precari della Pierreci, che rischiano di perdere il posto a causa dei tagli dei fondi ordinari, hanno anche partecipato alla protesta. Il presidente della Fondazione Vico, Vincenzo Pepe, ha convocato un incontro militante nella chiesa di San Gennaro all'Olmo, dove i lavoratori del Madre condividono l'agitazione.
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