Scaduto il tempo per la mediazione. Ora la sentenza di Strasburgo Il gruppo Matarrese ha chiesto un risarcimento di 571milioni di euro Tempo scaduto per Punta Perotti. E il governo ha fatto finta di niente. Ieri a mezzanotte è finito il tempo a disposizione dello Stato italiano per cercare una mediazione con i costruttori baresi e presentare una propria memoria difensiva nel processo che condanna lItalia per lespropriazione dellarea dove sorgeva lecomostro. Roma ha scelto di non mediare con il gruppo Matarrese che chiedeva un risarcimento danni da 571 milioni di euro. Preso atto, durante la riunione plenaria di ieri, dellindisponibilità del governo Berlusconi alla trattativa, adesso saranno i giudici di Strasburgo a stabilire il giusto risarcimento per quellesproprio dei terreni, giudicato illegittimo dalla Corte europea dei diritti delluomo. La sentenza, dicono fonti legali, dovrebbe arrivare presto. A partire da ieri ogni giorno di udienza potrebbe essere quello utile per decidere. I giudici, di sicuro si esprimeranno entro la fine del 2010. E la loro parola sarà inappellabile. «Prendiamo atto che da parte del governo italiano non è stata depositata alcuna memoria difensiva né cè stato, negli ultimi mesi, nessun tentativo concreto per cercare unintesa con noi», conferma lapidario Salvatore Matarrese. «Noi siamo a posto - spiega il presidente dellAnce Puglia - vorrà dire che attenderemo con la massima serenità la decisione di Strasburgo». Ma la mancata iniziativa dello Stato italiano è una sorpresa per tutti. Anche per il Comune di Bari che più volte ha fornito, anche in pubblico, la propria disponibilità a trovare una mediazione tra il governo e i costruttori. Lente guidato da Michele Emiliano, il sindaco che ha fatto della demolizione di Punta Perotti, il suo fiore allocchiello, ha provato ad abbozzare proposte, offrendo terreni edificabili (vedi stadio San Nicola) e varianti urbanistiche. Ma, in realtà, lo Stato non ha mai avanzato alcuna richiesta di collaborazione. «Sapevamo della scadenza fissata dalla Corte di Strasburgo ma nessuno ci ha chiesto di intervenire», conferma il general manager del Comune di Bari, Vito Leccese. Eppure lo Stato - ragionano ambienti vicini ai costruttori - avrebbe avuto tutto linteresse a intervenire per tentare di abbassare la soglia del maxi risarcimento. Tanto più, che lunica passo che lavvocatura ha messo in questa vicenda è stato una valutazione del valore delle aree confiscate. Secondo i periti la i terreni dove oggi sorge il parco di Punta Perotti non valgono più di 250 milioni di euro. Meno della metà della richiesta di risarcimento avanzata dai Matarrese. Più che la ragion di Stato - si ragionava ieri nei corridoi di Palazzo di città - sembra aver prevalso linteresse politico. Una mediazione in piena campagna elettorale avrebbe potuto essere utilizzata contro il governo Berlusconi. Risuonando come una presa datto di un errore che costerà carissimo alle tasche dei contribuenti.
BARI - Punta Perotti, nessuna offerta dal governo
Il governo italiano ha scelto di non mediare con il gruppo Matarrese che chiedeva un risarcimento danni da 571 milioni di euro per la lesproprio dellarea dove sorgeva lecomostro. La sentenza di Strasburgo dovrebbe arrivare presto e i giudici potrebbero stabilire il giusto risarcimento. Il governo italiano non ha depositato alcuna memoria difensiva e non ha cercato di trattare con i costruttori. La mancata iniziativa dello Stato italiano è una sorpresa per tutti, anche per il Comune di Bari che aveva offerto terreni edificabili e varianti urbanistiche. I periti hanno valutato il valore delle aree confiscate e hanno stabilito che non valgono più di 250 milioni di euro.
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