Ampliamenti fino al 35 «Bocciati» gli edifici sanati Palermo. L'Ars è in stato confusionale mentre si discute del Piano Casa. Tra emendamenti e riscrittura di interi articoli il ddl sta perdendo la sua fisionomia iniziale basata sul testo concordato a livello nazionale dalla conferenza governo-regioni. Non a caso dai vari settori assembleari di maggioranza e di opposizione questo ddl viene definito un «pastrocchio» e si teme che la presenza di molte contraddizioni ed incongruenze possano essere oggetto di impugnativa da parte del Commissario dello Stato. Non a caso da più parti sia di maggioranza che di opposizione sia stato rivolto invito al governo di ritirare il ddl e ritornare in commissione per riscriverne un altro che sia fedele interprete del Piano Casa previsto dai citati accordi del governo centrale con le regioni. Ieri, Sala d'Ercole è stata prevalentemente bloccata da un ampio quanto significativo dibattito sull'art.2, uno degli articoli più discussi che va al cuore del provvedimento. In particolare ci si è soffermati in una lunga disquisizione sull'emendamento soppressivo del comma 4 dell'art.2, a firma di Marianna Caronia (gruppo misto). Questo il testo del comma per cui era stata chiesta la soppressione: «Gli interventi possono riguardare esclusivamente edifici legittimamente realizzati. Sono esclusi gli immobili che hanno usufruito di condono edilizio». La permanenza di questo comma è stata definita trasversalmente salvaguardia di chi ha realizzato case legittimamente senza premiare chi ha usufruito di condono. La soppressione avrebbe favorito i «furfanti». Di contro, sempre trasversalmente si è detto che la soppressione di questo comma avrebbe fatto giustizia anche a favore di chi ha pagato l'obolo del condono edilizio. La verità è che da una parte e dall'altra, sempre trasversalmente, si sta varando un provvedimento importante, condizionato da preconcetti ideologici. Ad ogni modo, l'emendamento soppressivo del comma 4 è stato bocciato a scrutinio segreto. Quindi si è andati avanti con l'approvazione dell'intero art.2 del ddl, così titolato. «Interventi edilizi di ampliamento degli edifici esistenti». Con questo articolo si consente l'ampliamento degli edifici esistenti, con tipologia unifamiliare o residenziale eo uffici o comunque di volumetria non superiore ai mille metri cubi, ultimati entro il 31 dicembre 2009, purché soddisfino una serie di condizioni di regolarità. L'ampliamento è consentito nei limiti del 20 del volume esistente per ogni unità familiare a condizione che venga eseguito un progetto unitario di riqualificazione dell'intera unità immobiliare. Si intendono ultimati gli edifici nei quali sia stato eseguito il rustico. I nuovi volumi realizzati non potranno eccedere il limite di 200 metri cubi per l'intero corpo di fabbrica, risultante alla data del 31 dicembre 2009, suddivisibili proporzionalmente al volume di ogni sgola unità immobiliare. Gli interventi saranno ammessi in deroga alle previsioni degli strumenti urbanistici comunali, purché nel rispetto delle distanze minime stabilite da norme legislative vigenti ed in conformità alla normativa antisismica. L'ampliamento sarà autorizzato in aderenza a fabbricati esistenti sullo stesso livello di piano e o in sopraelevazione. L'ampliamento in sopraelevazione sarà consentito esclusivamente quale recupero ad uso abitativo o uffici, anche con eventuale ampliamento dello stesso livello di volumi accessori eo pertinenziali già regolarmente realizzati alla data del 31 dicembre 2009. Gli interventi saranno subordinati alle verifiche delle condizioni statiche dell'intero edificio ed all'eventuale adeguamento strutturale in caso di mancato rispetto dei vigenti criteri di sicurezza antisismica. Approvato anche l'articolo 3, che riguarda le possibilità di ampliamento per edifici - ultimati entro il 31 dicembre 2009 - da demolire e ricostruire: in questi casi è consentito l'ampliamento fino al 25 per cento in presenza di utilizzo di tecniche costruttive di bioedilizia, ma si può arrivare fino al 35 per cento in caso d'installazione di fonti di energie rinnovabili. L'esame del ddl sul Piano Casa proseguirà oggi.
SICILIA - Ampliamenti fino al 35 Bocciati gli edifici sanati
Il ddl sul Piano Casa è in discussione a Palermo, con emendamenti e riscrittura di interi articoli che lo stanno alterando. L'art.2 del ddl consente l'ampliamento degli edifici esistenti, con limiti di volume e condizioni di regolarità. L'emendamento soppressivo del comma 4 dell'art.2, che esclude gli immobili che hanno usufruito di condono edilizio, è stato bocciato a scrutinio segreto. L'art.3 del ddl consente l'ampliamento per edifici da demolire e ricostruire, con limiti di volume e condizioni di utilizzo di tecniche costruttive di bioedilizia o fonti di energie rinnovabili. L'esame del ddl proseguirà oggi.
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