Trent'anni esatti: tanto è durata la saga della Grande Brera, un progetto che solo oggi sembra poter prendere corpo grazie all'accordo tra il ministero per l'Istruzione, università e ricerca e il ministero per i Beni culturali, presentato il 20 luglio scorso a Milano dai ministri Letizia Moratti e Giuliano Urbani, con cui si avvia l'ampliamento tanto dell'Accademia quanto della Pinacoteca. Entro il 2007 la prima potrà disporre di quasi 22mila metri quadrati (contro i cinquemila attuali), distribuiti nelle sedi di Palazzo Citterio (destinato ai master) e del nuovo edificio nel campus universitario della Bovisa, oltre ad alcune sale storiche nel Palazzo di Brera, mentre la Pinacoteca, oggi costretta in 4.500 metri quadrati, salirà a ottomila metri quadrati: 50 milioni di euro in tre anni, il sostegno di Banca Intesa per il progetto preliminare (affidato ad Alberico Belgiojoso) e quello, storico, della Fondazione per l'Arte della Compagnia di San Paolo, la Pinacoteca di Brera che sarà gestita da una Fondazione si avvia a diventare con le Gallerie dell'Accademia di Venezia e gi Uffizi quello che Giuliano Urbani definisce «un importante tassello della politica di investimento (circa 120 milioni di euro) sul sistema museale italiano, che abbiamo fortemente voluto». Fondato dagli Umiliati, cui si deve la chiesa di Santa Maria (eretta tra il 1229 e il 1347 e tuttora esistente, seppure rimaneggiata), poi passato ai Gesuiti che con il Richini gli diedero il volto attuale, infine ristrutturato dal Piermarini nel 1776, per assecondare il disegno di Maria Teresa d'Austria di farne una vera,cittadella della cultura,.il palazzo, di.Brera,(da Braida, Ortaglia) soffriva da decenni di una vera congestione: oltre all'Accademia (dal 1776) e alla Pinacoteca (dal 1808), vi trovano spazio l'Istituto lombardo di scienze e lettere (già Società patriottica; dal 1776), l'Osservatorio astronomico (dal 1764) la Biblioteca Braidense e, nel gran giardino retrostante, l'Orto botanico, teresiano anch'esso. Ma il vero nodo da sciogliere era la convivenza difficile e forzata tra Accademia e Pinacoteca, la prima passata dai quattro corsi originari agli attuali 21 (oltre ai master), frequentati da 5mila studenti provenienti dal mondo intero, la seconda visitata da almeno 200mila persone l'anno. La «Grande Brera» sognata nel 1974 dal soprintendente Franco Russoli, avrebbe dovuto porvi rimedio annettendo il vicino Palazzo Citterio, acquisito due anni prima, per farne la sede delle raccolte del Novecento e il luogo delle esposizioni temporanee della Pinacoteca. Russoli sarebbe scomparso nel 1977 e il suo progetto si sarebbe arenato, per riprendere vigore nel 1986 quando, negli anni d'oro del mecenatismo culturale, gli Amici di Brera e le Soprintendenze trovarono nel San Paolo di Torino e nel suo presidente Gianni Zandano un partner entusiasta. Commissionato il progetto per Palazzo Citterio a James Stirling, sembrò che si potesse ripartire. Ma uno spiritello maligno sembrava accanirsi: tra le azioni legali dei condomini dell'edificio contiguo a Palazzo Citterio e gli effetti dell'innalzamento della falda freatica, che impose un nuovo progetto per i sotterranei (Stirling intanto era scomparso), la vicenda si arrestò ancora. Spiega Maria Teresa Fiorio, soprintendente milanese per il Patrimonio Artistico: «la situazione si è risolta ora, ma io sono andata avanti su una strada già aperta da chi mi ha preceduto. Rispetto a loro ho potuto però lavorare in uno scenario diverso, grazie alla soluzione, allora non prevista, del nuovo edificio alla Bovisa. Il solo Palazzo Citterio infatti non sarebbe più stato sufficiente. Ora si tratterà di stendere un progetto per il palazzo di Brera, naturalmente rispettoso delle sue mura: pensiamo di sistemare accoglienza e bookshop al piano terreno dove, un po' defilato rispetto al cortile ma aperto anche al quartiere perché affacciato su piazzetta Brera, apriremo pure un indispensabile luogo di pausa e di ristoro. Nell'ala sinistra del cortile avremo finalmente delle sale per mostre temporanee, mentre la Sala Napoleonica diventerà uno spazio per convegni e conferenze a disposizione di tutti gli istituti del palazzo. E noi potremo esporre circa il 20 di opere in più rispetto alle attuali 463, dando finalmente spazio, tra l'altro, al Seicento lombardo, oggi assai sacrificato». Quanto all'Accademia, oltre le sue sale storielle conserverà qui il suo museo, documento importante dei suoi maestri e dei suoi Premi, che ebbero tanto peso nelle vicende dell'arte del nostro Ottocento.
Un nuovo assetto per rilanciare l'Accademia
Il ministero per l'Istruzione, università e ricerca e il ministero per i Beni culturali hanno firmato un accordo per ampliare l'Accademia di Brera e la Pinacoteca di Brera. L'Accademia sarà trasferita in un nuovo edificio nel campus universitario della Bovisa, mentre la Pinacoteca sarà ampliata a 10.000 metri quadrati. Il progetto prevede di spendere 50 milioni di euro in tre anni. La Pinacoteca di Brera sarà gestita da una Fondazione e sarà una delle principali istituzioni culturali italiane. Il palazzo di Brera, che ospita l'Accademia e la Pinacoteca, sarà ristrutturato per accogliere nuove attività, tra cui un libroshop e un luogo di pausa.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo