È nero l'umore del sindaco Fanfani. «Questi qua ci vogliono scippare Vasari, portano l'archivio all'Ermitage e poi chi lo rivede più»? Il nuovo casus belli, dopo le parole di pacificazione dello stesso sindaco (aveva detto: «Disposto a dialogare con i russi») nasce dalle anticipazioni del nostro giornale sulla reale volontà degli acquirenti. Quella di rivendicare lo scioglimento del vincolo che lega le preziose carte alla Casa-museo di via XX Settembre. Al lavoro ci sarebbe già un pool di legali pronto a sferrare l'attacco su quelli che sono ritenuti i punti deboli del vincolo stesso. Così Fanfani annuncia la prima contromossa. «Oggi stesso scriverà al ministro Sandro Bondi allegando alla lettera l'articolo del vostro giornale. Al ministro chiederà ufficialmente di venire ad Arezzo e di parlare ai cittadini per ribadire una volta per tutte la conferma del vincolo. Questi qua non possono prenderci in giro, avevano giurato che non c'era alcuna intenzione di sottrarre le carte alla città. Invece mi pare stia accadendo il contrario, ora che si avvicina il momento in cui l'acquisto diventerà effettivo, ecco che passano all'attacco svelando le loro vere intenzioni. A Bondi scrivo senza nessuna polemica, il ministro sarà accolto ad Arezzo con tutti gli onori. Quello che gli chiediamo è di riconfermare la volontà del Governo». Di pari passo va avanti un'iniziativa parallela che potrebbe sfociare in un'azione legale. «Il Comune spiega Fanfani ha dato incarico all'avvocato perugino Gerardo Gatti di studiare tutti gli incartamenti relativi alla rinuncia all'archivio da parte della Fraternita nel 1921. Siamo alla ricerca di elementi che potrebbero azzerare la situazione e rimettere in ballo la proprietà». Intanto il termine entro cui lo Stato può far valere il diritto di prelazione, acquistando le carte per 150 milioni di euro, sta per scadere. La data è il 20 marzo ma ancora prima Stepanov della Ross Engineering sarà ad Arezzo, almeno stando alle indiscrezioni che trapelano da Mosca. E a Mosca è di nuovo tornato l'avvocato Alberto Marchetti, che era stato uno degli emissari dei conti Festari nelle trattative, ma stavolta con un ruolo diverso: non solo legale dei venditori, ma sponda italiana degli acquirenti. La holding moscovita è dunque decisa ad avvalersi di Marchetti nell'ambito del progetto teso a rimuovere il vincolo pertinenziale o quantomeno aggirarlo. I russi vogliono carta bianca, vogliono avere la possibilità di fare girare per il mondo i pregiatissimi documenti, di esporli nei musei, di portarli anche in patria, di tenerli ad Arezzo solo nei periodi morti fra una mostra e l'altra.