Il consigliere D'Arienzo denuncia «Monumento non valorizzato» «La Provincia vuole liberarsi dell'Ossario di Custoza, abbandonando un museo nazionale, simbolo dell'Unità italiana». È l'accusa del consigliere provinciale Vincenzo D'Arienzo, che ha presentato un'interrogazione in merito che sarà discussa oggi durante la seduta del consiglio provinciale Secondo l'esponente del Partito democratico, la Provincia intende rinunciare agli oneri relativi all'abitazione del custode dell'Ossario, che cesserà il proprio servizio attivo il prossimo giugno. «Non risulta, inoltre», continua D'Arienzo, «alcun sostituto. La non sostituzione e la paventata cessione dell'immobile sono un'inaccettabile sottovalutazione del valore storico e umano del monumento e di ciò che esso rappresenta per Verona e per l'Italia. Da anni non risulta alcuna spesa per la promozione e la valorizzazione del sito, che è inaccessibile ai disabili. La Provincia ha detto di voler liberarsene in quanto "è antieconomico proseguire la gestione diretta del medesimo, priva di utili, e che allo stesso tempo comporta costi ordinari, quali stipendi del custode, consumi utenze tecnologiche, piccole manutenzioni, e nell'immediato futuro anche spese di investimento di un certo rilievo quali il rifacimento del piazzale". Così si butta via la storia, senza alcuna sensibilità». Il consigliere D'Arienzo punta il dito anche contro gli enti di promozione turistica che dovrebbero fare in modo che il monumento sia meta di flusso turistico-culturale. «L'Ossario», spiega D'Arienzo, «non è promosso né dai due Consorzi turistici privati, che ricevono denaro pubblico per far conoscere Verona nel mondo, né dagli Iat dislocati sul territorio. Da anni non se ne occupa nessuno». Da qui la proposta del consigliere, che chiede un cambiamento di rotta, affinché Provincia, Comune di Sommacampagna e governo austriaco mettano in piedi un progetto di promozione e tutela.