CONSIGLIERE COMUNALE ITALIA DEI VALORI La nostra città ha bisogno di creare nuovo sviluppo, di rivedere la distribuzione dei carichi urbanistici, di equilibrio fra ambiente e crescita economica. Proprio per realizzare strumenti urbanistici è in corso di elaborazione da qualche anno la revisione del piano strutturale del Comune. Data la suddetta crisi strutturale,la peculiarità della cosiddetta città fabbrica, della mixitè, si è trasformata nella criticità più urgente del nostro assetto socio-economico. L'esempio del Macrolotto 0 dove maggiormente si concretizza questo esempio, è quello di aree private che hanno rivestito un ruolo determinante nell evoluzione sociale ed economica della nostra comunità, ma essendo cambiato lo scenario economico, dovremo fare i conti proprio con queste aree. La denominazione 0 deriva proprio dall'assenza di qualsiasi programmazione, dove si lavorava e si risiedeva nella dimensione tipica dell'uscio e bottega. Ma questa peculiarità urbanistica, ora che son cambiate lo scenario e le condizioni produttive, è la prima condizione che incentiva l'illegalità del lavoro nero e lo sfruttamento di manodopera clandestina, con il risultato della concorrenza sleale e di escludere dal ciclo produttivo chi le regole le osserva. D'altro canto l'amministrazione pubblica nel governare la trasformazione della città anche il compito di proporre "piani attuativi" che consentano la riarmonizzazione di gran parte di territorio. Onde attuare la suddetta riarmonizzazione del territorio è stato individuato lo strumento della perequazione che consente di bilanciare il consumo di suolo. A questo si costata però che procedere per varianti specifiche è rischioso, in quanto mantenere gli equilibri economici generati dalla perequazione, può portare alla conseguenza che i diritti edificatori generati dalla nuova pianificazione anziché un bene della collettività si trasformino in nuove rendite fondiarie: in quanto per intervenire sulle aree dense è necessario comprendere dove i nuovi volumi derivati dalla compensazione perequativa possono essere sostenibili e soprattutto dove rispondano alle esigenze che la città richiede. Fatte queste premesse è indispensabile arrivare velocemente ma anche in modo condiviso alla adozione del Piano Strutturale. Ritengo che fino a quando non avremo chiari segnali in merito da parte dell'amministrazione comunale, sia anche il caso che mi esprima (per coerenza) contro qualsiasi proposta di variante urbanistica presentata in modo estemporaneo e che prescinda dal quadro d'insieme che deve essere proprio il nuovo Piano Strutturale.