Con riferimento a talune affermazioni e valutazioni pervenute alla scrivente in via diretta e riprese anche a mezzo stampa da talune testate giornalistiche, questa Soprintendenza ritiene indispensabile, per una corretta informazione pubblica, fornire alcune precisazioni in ordine alla propria azione istituzionale di tutela, valorizzazione e fruizione del complesso monumentale in oggetto. Alla luce dei contenuti di note e comunicazioni da parte dei responsabili di Italia Nostra e della Sezione del Wwf di Andria, riprese nella loro globalità da alcuni esponenti politici locali, spiace dover ancora una volta constatare il grado di superficiale valutazione, di approssimativa conoscenza e di palese acredine, non disgiunta da una ingiustificata quanto inopportuna vena ironica, in ordine all'operato di questo Ufficio relativamente alla tutela e salvaguardia del Castel del Monte, nonostante sia ben noto che il recupero, la valorizzazione e la fruizione del monumento sono sicuramente ascrivibili all'operato quarantennale di questa Soprintendenza. Tutte le opere ed i lavori realizzati ed in corso di realizzazione sono il frutto non di valutazioni superficiali, così come contestato alla scrivente, ma di attente riflessioni del personale tecnico di questa Soprintendenza, cui non difetta quella professionalità nel campo del restauro e della tutela che sovente, invece, può non ritenersi appannaggio di improvvisati censori. In via preliminare questa Soprintendenza, in merito alte considerazioni espresse sulla pregrèssa pavimentazione realizzata sul piazzale antistante il Castello, riconducibile a valutazioni ed assunzioni decisionali ascrivibili esclusivamente all'allora Soprintendente pro - tempore, ritiene di poter concordare sull'inopportunità della medesima, tant'è che si è provveduto successivamente alla definizione di un appropriato intervento di ricopertura. Le fila di alberi che contornano fa strada di accesso al Castello appartenenti ad essenza estranea al contesto ambientale, quale appunto il «pinus pinea», è stata ritenuta dall'Unesco, in sede di inserimento del monumento nella lista assolutamente impropria e, come tale, ne è stata richiesta la rimozione. Questa Soprintendenza ha pertanto doverosamente informato della questione il superiore Ministero che, con parere reso dal competente Comitato di settore, di cui alla nota n. 461 dell'8 gennaio 2001, ne ha autorizzato l'espiantamento. Per quanto attiene il progetto del centro servizi ed accoglienza dell'utenza turistica, comprensivo anche di una necessaria dotazione di aree a parcheggio, assolutamente non definibile con il termine di «megaparcheggio», questa Soprintendenza, che ne ha redatto la progettazione dopo un'attenta lettura dello stato dei luoghi e dell'area interessata all'intervento, assolutamente lontana dall'area intorno al Castello e totalmente non interferente con alcuna visuale privilegiata per la godibilità del complesso monumentale ritiene che la mancata realizzazione dell'opera e conseguente perdita dello stanziato finanziamento (Pqp) non possa essere considerata evento fortunoso, giacché si è impedito, con argomentazioni e valutazoni estranee alla conoscenza della proposta progettuale e soprattutto incapaci di «leggere» la dimensione della compatibilita ambientale dell'opera, di dotare il complesso monumentale di un supporto logistico essenziale per una disciplina fruizione del monumento che, ancora oggi, palesa in tutta evidenza una assoluta inadeguatezza in tal senso rispetto ad un sempre crescente flusso di visitatori che quest'anno, grazie anche alle iniziative della Soprintendenza (Mostra «Dalla pianta al Banchetto»), hanno raggiunto le duecentomila unità. A riguardo poi della «manomissione di una seconda scala di accesso allo stesso, in corrispondenza di una presistente uscita esterna del Castello, appare mai affrettata e discutibile tale impropria valutazione, giacché l'opera, nel suo dettaglio formale ed architettonico, non è stata ancora ultimata e la sua realizzazione, per caratteristiche tecniche e costruttive, non produrrà alcun inficiamento dell'antico manufatto. Per quanto poi costituisca «motivo di superficialità il provvedere all'abbattimento delle barriere architettoniche ed all'adeguamento alle norme antincendio» sarebbe opportuno interrogare nel merito gli Enti e le Associazioni preposte alte specifiche problematiche. Per quanto attiene altre osservazioni espresse in altra forma, si fa presente che: - il permanere del sequestro del cantiere riguardante i lavori di ristrutturazione dell'ex 0stello di Federico non è materia che attiene te competenze di questo Ufficio; - rinveniente di scarto accatastato nei pressi della casa del custode è rinveniente dai lavori in corso e, naturalmente, sarà oggetto di rimozione nell'ambito dell'attività di cantiere, lacui ubicazione per l'accumulo del materiali, è stata ovviamente contenuta e comunque allontanata il più possibile del Castello, - il pannello turistico recentemente apposto dalla Amministrazione provinciale è stato collocato in assenza di qualsi-voglia autorizzazione di questa Soprintendenza, nonostante gli accordi verbali intercorsi; - l'illuminazione stradate è stata realizzata da altra Amministrazione cui si dovrebbe eventualmente porre il quesito circa la rottura della «visione del magico maniero» è porre lo stesso in relazione alte probabili esigenze dì sicurezza stradate.
La replica del Soprintendente Jacobitti -
La Soprintendenza per i Beni Culturali e Paesaggistici di Andria ha risposto alle critiche rivolte al suo operato di tutela e valorizzazione del Castel del Monte. La Soprintendenza afferma che le opere e i lavori realizzati e in corso di realizzazione sono frutto di attente riflessioni e professionalità, non di valutazioni superficiali. Ha anche concordato sull'inopportunità della pavimentazione realizzata sul piazzale antistante il Castello e ha provveduto a definire un appropriato intervento di ricopertura.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo