CASERTA Caserta rischia di diventare la nuova Secondigliano e l'intero territorio provinciale rischia la cementificazione selvaggia delle aree anche agricole e lo stravolgimento dei centri storici. Un vero «far west edilizio», insomma. L'allarme è stato lanciato da Maria Carmela Caiola, presidente di Italia Nostra. «Siamo seriamente preoccupati per le conseguenze che può avere il cosiddetto Piano casa » , avverte: «Mentre l'attenzione dell'opinione pubblica è indirizzata verso le prossime elezioni, sta passando sotto silenzio il pericolo della devastazione del territorio. E potremmo essere ad un punto di non ritorno. Oggi scade il termine entro il quale le amministrazioni comunali avrebbero dovuto provvedere alla definizione delle aree escluse dall'applicazione della norma voluta dalla Regione». Sotto accusa la legge 19 del 2009. Sperare in uno slittamento dei termini? «Si dovrebbe far ricorso ad una sorta di improbabile "proroga retroattiva. Il Consiglio regionale che ha il compito di stabilire l'eventuale rinvio della scadenza è convocato per dopodomani. Forse, troppo tardi». Intanto, stando così le cose, secondo Italia Nostra, sono minacciate molte zone della provincia e della stessa Caserta. «Rischiano la cementificazione le frazioni dei Monti Tifatini, le aree agricole, ma addirittura le caserme dismesse. In particolare sottolinea la Caiola è minacciata la Caserma Barducci, più propriamente Mulini Reali di Carlo Vanvitelli a San Benedetto, dove, nell'area verde di pertinenza, si prevede di edificare alloggi per giovani coppie». Ma Caserta, come è ovvio, non è l'unica città in pericolo. Nella stessa condizione tanti altri centri della provincia. Un esempio per tutti, secondo Italia Nostra, Teano con il suo notevole patrimonio storico e archeologico che potrebbe essere pregiudicato da ampliamenti o, peggio, abbattimenti.