Lago di Paola «Ponte della cateratta sul canale romano». Avvio del procedimento di dichiarazione ai sensi dell'art. 10 del Decreto Legislativo n.42 del 22012004. Ad una prima sommaria lettura l'incipit può sembrare un messaggio in codice della vecchia e cara Radio Londra ma è invece l'oggetto di una notifica del ministero per i beni e le attività culturali, direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici del Lazio. Nella missiva si può leggere: «Ai sensi della Legge 2411990 si comunica che questo ufficio ha avviato il procedimento diretto a sottoporre a tutela ai sensi dell'art. 10 comma 3 del D.Lg. 422004 il bene di cui all'oggetto. L'opera in argomento (il ponte della cateratta sul canale romano) ha più di cinquant'anni e presenta caratteristiche architettoniche meritevoli di tutela, in quanto rappresenta un'interessante testimonianza dell'ingegneria del '700 per quanto riguarda il nucleo originario e della prima metà del XX secolo per le modifiche apportate. Pertanto si ritiene opportuno procedere con l'urgenza che il caso richiede». In buona sostanza la direzione regionale chiede al sindaco del Comune di Sabaudia di astenersi da qualsivoglia intervento riguardo al bene sottoposto a vincolo. Ad onor del vero questa prassi non ci coglie impreparati, soprattutto rammentando le molteplici smemoratezze contenute nel Piano paesistico regionale. Come non ci sorprende la teutonica tempistica della direzione regionale tesa a scongiurare un presunto e infame destino per il ponte Rosso del lago di Paola, da qualche tempo diventato più famoso di quello di Bassano. Navigando verso l'approdo della vicenda ci chiediamo quale reale significato conferire alle righe sottoscritte dall'arch. Galletti (il sovrintendente della direzione regionale) e soprattutto quali riflessi possono continuare ad avere sull'occupazione di centinaia di persone (oggi a forzato passeggio negli ameni parchi di Sabaudia) e rispetto al destino di molte aziende (tutte o quasi in crisi) che intorno a quel pertugio di ridicola storia patria locale ruota. Poche righe ma intrise di un valore negativo devastante perché si continua, con tutto il rispetto per le emergenze archeologiche vere, nel preferire la sopravvivenza di un imbuto di mattoni rossi ad un serio sviluppo economico e sociale di una strategica porzione di territorio della provincia pontina.La decisione della direzione regionale apre poi la porta ad un nuovo ostacolo diretto ad isolare il programma di riqualificazione ambientale da tre milioni di euro proposto dalla giunta provinciale guidata da Armando Cusani. Proposta già duramente criticata e boicottata dalla direzione del Parco nazionale del Circeo, dal trapassato governo regionale e dal ministero competente, con motivazioni ridicole e fantascientifiche. Un progetto che ha un impatto ambientale limitato e studi da approfondire per non sostenere interventi invasivi, il rispetto totale per un ecosistema straordinario, la possibilità di realizzare un parco archeologico fruibile dai cittadini e, soprattutto, finanziato con denari del bilancio provinciale. La burocratica e penalizzante decisione adottata dalla direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici del Lazio, braccio operativo del ministero per i beni e le attività culturali, si scontra poi anche con la «Carta di Siracusa». Documento sottoscritto da tutti i ministeri dell'ambiente presenti al G8 Ambiente, all'interno del quale si sollecitano i governi per la costituzione, ristrutturazione e gestione efficace di aree protette e la loro connettività con il mondo economico, culturale e sociale. Per questo una domanda sorge spontanea: ma lo conosce questo protocollo la nostra ministra Prestigiacomo? portavoce del presidente della Provincia di Latina, Armando Cusani
LAZIO - Lago di Paola, riqualificazione ostacolata dalla Regione
Il ministero per i beni e le attività culturali, direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici del Lazio, ha avviato il procedimento di dichiarazione ai sensi dell'art. 10 del Decreto Legislativo n. 42 del 2001 per tutelare il ponte della cateratta sul canale romano a Sabaudia. L'opera, costruita nel '700 e modificata nel XX secolo, presenta caratteristiche architettoniche meritevoli di tutela. La direzione regionale chiede al sindaco di Sabaudia di astenersi da qualsivoglia intervento riguardo al bene sottoposto a vincolo.
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