I maxitralicci alti 25 metri dovrebbero tagliare una bella area verde: un pugno nell'occhio per chi viene dal mare PORTOFERRAIO. Due turisti milanesi, sul traghetto Moby delle 11.15 da Piombino per Portoferraio, si sono accaparrati per la traversata una panchina di poppa con vista a 360 gradi sul canale e sull'Elba per poter osservare - dicono - «lo scempio dei tralicci. Veniamo sull'isola da dodici anni e se c'è da firmare qualcosa, una petizione o una denuncia, lo faremo volentieri perché non si può uccidere in questo modo uno dei paesaggi più emozionanti del Mediterraneo». Le notizie sulle proteste isolane per i venti mega-tralicci dell'elettrodotto Terna le hanno lette su Internet, così come tanti altri turisti. I tralicci, dalla nave, per il momento non si vedono. Ma appena sbarcati sui moli di Portoferraio, puntando il teleobiettivo verso le Picchiaie, è possibile intravvedere una torre di ferro zincato che si innalza dalla boscaglia e luccica sotto il sole di mezzogiorno. Dieci minuti di macchina e si arriva al Relais Le Picchiaie, hotel a quattro stelle che ha preso il nome dalla località a mezza collina. Davanti, lato piscina, un traliccio è già pronto - mancano solo gli isolatori e altri marchingegni sulla cima - e spezza in due la panoramica della curva costiera e del mare di Schiopparello. «La nostra struttura è circondata a 180 gradi: un traliccio davanti e un altro sul retro, con un terzo che sarà costruito sul crinale sotto monte Orello. Non si capisce - continua a chiedersi Francesco Paladini proprietario del relais che gestisce insieme alla famiglia - perché è stata fatta questa scelta. Potevano passare, con i tralicci e i cavi aerei, sul retro, dove già esiste il vecchio elettrodotto che però è molto meno impattante. Abbiamo saputo stamani (ieri, ndr) che Terna ha sospeso i lavori. Ma se dovessero mettere i cavi, certamente mi incatenerò; una soluzione va trovata, altrimenti porto le chiavi e i mutui da pagare al sindaco di Portoferraio». Roberto Peria, il primo cittadino, a sua volta ha manifestato l'intenzione di incatenarsi per protesta se Terna andrà avanti per la sua strada. E' di ieri la notizia, dopo la sospensione dei cantieri decisa venerdì che ha fatto esultare sia il Comitato per l'interramento che Peria, di una riunione in Regione fissata per domani, dove sono stati convocati sia Terna che Enel Distribuzione. Un preludio al tavolo più ampio a cui parteciperanno anche Provincia di Livorno e Comune di Portoferraio. Perché è nel solo territorio di Portoferraio che saranno costruiti i 20 traliccioni di ferro, di altezza compresa fra 25 e 40 metri: il tratto riese dell'elettrodotto è infatti interrato (Rio Marina, Rio Elba e il Parco, attraversato per alcuni chilometri, hanno rifiutato le "torri") e l'ultimo tratto da San Giovanni (dal bivio per Bucine) alla centrale di Antiche Saline correrà egualmente sotto terra. Venti tralicci, per costruire i quali occorre utilizzare l'elicottero che porta i "ferri" e il cemento per le piattaforme di ancoraggio. Ad oggi, comunque, la situazione dei cantieri è variegata: alcuni tralicci sono già pronti, a partire dal numero 1, proprio sotto il Volterraio. Lo abbiamo raggiunto scendendo a piedi lungo una strada aperta in mezzo alla macchia bassa dagli operai: duecento metri in discesa prima di trovare una piazzola sulla quale si erge un traliccio da 25 metri che, standoci sotto, ti fa sentire piccola come uno gnomo. Altri ancora sono costruiti per metà o quasi mentre sparse qua e là in mezzo alla macchia, come sotto monte Orello, si distinguono alcune piazzole già cementate, tutte di dimensioni medie pari a 7 per 7 metri. In tutto sono 12 le "postazioni" avviate, perché per 8 tralicci è ancora tutto in alto mare. «Otto proprietari di terreni - racconta Matteo Rampini del Comitato per l'interramento - si sono opposti all'esproprio e non hanno firmato, per cui, per ora, Terna non ha cominciato a costruire». Trecento, complessivamente, le particelle catastali espropriate per realizzare la «corona di tralicci e cavi aerei» - spiegano alcuni rappresentanti del Comitato - che «distruggerà il paesaggio di Schiopparello e dintorni». «Questo bellissimo golfo (di Portoferraio, ndr) è l'ingresso alla nostra isola. Cosa troveranno, domani, i turisti? Troveranno - dice Rampini - una selva di ferro. Il progresso è l'interramento, non i tralicci». Ma forse, «anzi sicuramente», dicono al Comitato, è una questione di soldi. L'elettrodotto costa (denaro dello Stato) 55 milioni di euro. Interrando tutto il tracciato, le spese aumentano. «Il tratto aereo che passa sui 20 tralicci - spiega ancora Rampini - è lungo 7,2 chilometri: se fosse interrato si salirebbe a 7,5. E i costi lieviterebbero di 4-5 milioni». Ma secondo altri calcoli - fonte Terna - i milioni in più sarebbero 15.