La grande operazione edilizia che divide la città nellanalisi dellex direttore generale "Perché si è abbandonato il progetto di ristrutturazione già approvato?" "Perché abbattere un padiglione in cui si fanno forti spese per le camere operatorie?" Ciò premesso, faccio presente che ho lavorato per oltre 42 anni al servizio esclusivo della "Duchessa": per 23 anni al vertice della dirigenza dellEnte Ospedaliero e negli ultimi 7 anni come Direttore Generale, con limpegno costante di salvaguardarne i principi statutari e, in particolare, quelli dellautonomia e dellindipendenza. Innanzi tutto va ricordato che il Galliera è res publica sia pure a regime di diritto speciale, limitatamente alla composizione del Consiglio di Amministrazione, in forza di apposita deroga legislativa tuttora in vigore - e non, come si vuole lasciar dire - come lospedale di proprietà della Curia genovese, anche se la fondatrice nelle Tavole di Fondazione aveva ritenuto di affidare per il futuro lospedale alla figura istituzionale dellArcivescovo pro-tempore di Genova, costituendolo quale garante e custode della sua opera. E nella successione dei Presuli la palma spetta, a mio avviso, al Cardinal Siri con cui ho avuto lonore di collaborare per molti anni alla difesa e allo sviluppo del Galliera, nel rispetto della volontà della fondatrice, non consentendo ad estranei al Cda di ingerirsi nei programmi del nosocomio. Quale servitore fedele della cosa pubblica, non posso tacere oltre: lo devo a me stesso per coerenza di vita e a quanti con passione hanno lavorato per molti anni per il Galliera. Oggi unombra nera e sinistra aleggia sullOspedale della Duchessa. Il previsto abbandono a nuovi utilizzi (in parte museali ma soprattutto per più lucrose attività!) del complesso storico-monumentale, in contrasto con loriginaria destinazione del Galliera pone non pochi interrogativi che mi accingo ad illustrare. In particolare osservo: 1. esiste il progetto del cosiddetto "Galliera 2000", per la ristrutturazione globale dei padiglioni storici, approvato dalla Sovrintendenza ai beni artistici e architettonici, interamente già pagato e con la concessione edilizia del Comune di Genova nel 1995; perché la possibilità di utilizzo di tale progetto è stata scartata a priori senza alcuna valutazione comparativa dei costi, senza unanalisi attenta e seria di fattibilità, comprendendovi gli adeguamenti ai requisiti normativi introdotti nel 1997? A tal proposito rammento che, sotto la presidenza del citato Presule, si era proceduto sia a soppalcare con opere in muratura i padiglioni (che originariamente avevano unaltezza di otto metri) sia a ridurne laltezza con controsoffitti e paratie trasformandoli in camere prima a 46 letti e poi a 23. Il progetto Galliera 2000 avrebbe consentito di portare a compimento il consistente programma di ammodernamento dellOspedale anche nel senso soprattutto di un maggior conforto alberghiero, dal momento che, sotto il profilo tecnologico, il Galliera attuale ben risponde alle esigenze di spazi idonei e di apparecchiature allavanguardia. 2. Che dire poi: a. del previsto abbattimento del padiglione C in corso Mentana (di 8 piani fuori terra) tuttora oggetto di consistenti spese per ladeguamento delle camere operatorie? b. Dellabbattimento dei padiglioni B9 e B10, antiche palazzine coeve ai padiglioni monumentali, ad essi funzionali e su cui la Sovrintendenza, un tempo, aveva mantenuto il vincolo? c. Dellimpatto ambientale e paesaggistico sulla zona e del nuovo assetto urbanistico e viabilistico della collina di Carignano? E ancora: sono stati valutati gli effetti di una possibile sospensione dei lavori in itinere, sia per cause tecniche sia per possibili reperti archeologici in occasione degli scavi? 3. Il finanziamento del Nuovo Galliera inizialmente stimato in 160 milioni di euro, articolato in tre parti: la prima con il contributo regionale (sempre che venga confermato), la seconda con la vendita del patrimonio immobiliare dellEnte Ospedaliero e con i proventi delle concessioni in utilizzo dei padiglioni storici, la terza con un mutuo (probabilmente bancario!) non preoccupa i responsabili dellEnte Ospedaliero per la pesante eredità debitoria che lasceranno ai futuri amministratori e dirigenti, visto lelevato grado di aleatorietà delloperazione finanziaria? Stante la già avvenuta vendita di gran parte del patrimonio immobiliare dellEnte, a quali risorse si ricorrerà per pagare le rate e gli interessi del mutuo? Molto probabilmente con quota parte del finanziamento che la Regione assegna annualmente al Galliera: in sostanza, quindi, con il finanziamento pubblico permanente. 4. Le dichiarate gravi carenze assistenziali di cui soffrirebbe lattuale Galliera, non sono in contrasto palese con le prestazioni di alto livello che il Galliera è tuttora in grado di offrire, come peraltro dimostra la sua classificazione (conseguita nel 1995, durante il vecchio corso) di Ospedale di Rilievo Nazionale e di Alta Specializzazione? E per tutti cito listituzione, negli anni '80, e la gestione del Registro Italiano Donatori di Midollo Osseo alle cui vicende rimando i fautori della nuova eccellenza. 5. La violazione delle Tavole di fondazione dellospedale, conseguente al previsto cambio di destinazione duso dei padiglioni storici - inserito dallamministrazione comunale nella recente modifica del Puc - non costituisce un irreparabile vulnus alla benemerita istituzione genovese? 6. Che dire ancora dellinconsueta, pervicace accelerazione della procedura autorizzativa comunale (come da seduta consiliare del 2852009) per quanto attiene alla modifica del Puc, in contrasto con la vigente normativa sanitaria regionale del 2822008 sullattuale vincolo di destinazione delle strutture sanitarie pubbliche (comè il Galliera) da cui un recente ricorso al Tar motivato in tal senso? 7. E da ultimo, ancora una domanda: lo stop recentemente ed autorevolmente annunciato allulteriore cementificazione della nostra città perché non vale anche per il nuovo Galliera? Ma già sono partite, a guadagno di tempo, le trivellazioni in loco perché, ad onta delle violazioni statutarie e delle gravi difficoltà economiche, il nuovo ospedale si deve fare con buona pace (lo si spera) della Fondatrice che dovrà pure accontentarsi dei suffragi pro anima. Necessità? Ambizione? Speculazione edilizia? Il lettore scelga la risposta che più lo convince alla luce dei fatti, tenuto conto delle eventuali ragioni in contrario, salvo che non si ritenga di perseguire, con il silenzio 'more solito, il fine della damnatio memoriae di ciò che il Galliera ha rappresentato per i malati e per la storia della città.
GENOVA - Nuovo Galliera, jaccuse in sette punti "Quellombra sullospedale della Duchessa"
Il direttore generale del Galliera, un ospedale storico di Genova, critica la decisione di abbandonare il progetto di ristrutturazione approvato e di utilizzare i padiglioni storici per attività commerciali e museali. Il progetto, chiamato "Galliera 2000", era stato già pagato e aveva la concessione edilizia del Comune di Genova nel 1995. Il direttore generale sostiene che la decisione di scartare il progetto senza valutazione comparativa dei costi e senza analisi attenta e seria di fattibilità è stata "poco chiara". Inoltre, critica la prevista demolizione del padiglione C e dei padiglioni B9 e B10, e l'impatto ambientale e paesaggistico sulla zona.
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