Fabbri disposta ad alcune revisioni ma il progetto sostanziale resta comè Italia Nostra contro lo scalone. "I lavori vanno avanti, solo piccoli aggiustamenti" NUOVI Uffizi, limportante è finire in fretta. Che tutto sia pronto entro il 2013, termine fissato dal ministro Sandro Bondi. Ma sul futuro assetto della Galleria degli Uffizi, montano le critiche: di qualche funzionario della soprintendenza e di "Italia Nostra" che incalza per una revisione del progetto relativo, soprattutto sui collegamenti verticali tra i piani del museo, sul controverso nodo del nuovo scalone di levante su via della Ninna, che «danneggia unarcata romanica dellex Chiesa di San Pier Scheraggio, creando unevidente alterazione della fabbrica vasariana». Al contrario non si cambia nulla, come deciso nella riunione di giovedì e venerdì scorso dai tecnici e dal commissario Elisabetta Fabbri. Insomma nessuna marcia indietro, e tanto meno soluzioni alternative, meno invasive e costose, come spostare il blocco scale-ascensore un po più in là, nel cortile esterno che si apre su piazza del Grano. Il summit si è concluso per mantenere il progetto così comè. E quanto agli eventuali danni al corpus storico di San Pier Scheraggio, la decisione è stata che «se mai saranno adottate piccole varianti e spostamenti di qualche metro dei collegamenti, per diminuirne limpatto». Appuntamento tra 20 giorni, quando Elisabetta Fabbri rientrerà da un impegno a Mosca. Del tutto inascoltato lappello di "Italia Nostra", rilanciato, con la presidente Alessandra Mottola Molfino, da Giuseppe Cristinelli, ordinario di restauro architettonico alluniversità di Venezia e redattore della Carta del restauro di Cracovia del 2000: «La scala di levante prevista dal progetto ingombra inutilmente la navata destra della Chiesa di San Pier Scheraggio, quella di ponente stravolge completamente un cortile ridotto così a spazio interno. Si tratta di alterazioni di un impianto storico, siamo ben lontani da quanto previsto dallassioma della "cultura del limite" di un restauro conservativo» denuncia Cristinelli. Come risponde il commissario Fabbri? «Conosco bene il problema. Ma cè un progetto complessivo già approvato da tutte e tre le soprintendenze, archeologica, ai monumenti e storico artistica. Io ho il compito di attuare e far eseguire il progetto approvato. Perché non è emerso prima questo problema? Ora si possono fare solo degli aggiustamenti, non si butta tutto allaria. Quindi vedremo di rimediare con piccole varianti compatibili». In discussione tra laltro, cè anche il nuovo assetto della sala Botticelli, redatto dallarchitetto Adolfo Natalini. Ecco limpianto previsto: pareti azzurre, pavimenti in pietra listati di marmo bianco, contro soffittature per nascondere le capriate, lucernari velati, due sale invece di una. «Non vogliono i marmi? Discutiamo, sono pronta a trovare altre soluzioni» insiste Fabbri. Il direttore degli Uffizi Antonio Natali si tiene lontano dalle polemiche. Ammette di avere parlato con il commissario Fabbri dei vari problemi sui Nuovi Uffizi: «Ho fiducia che sia possibile migliorare alcuni punti. Ho speranze fondate che i problemi, vista la disponibilità di Fabbri, si possano risolvere». Idem la soprintendente Acidini: «So che il progetto resta comè , si possano fare solo aggiustamenti. Quanto alla sala Botticelli, mi risulta che quella di Natalini sia unipotesi provvisoria. Credo ci siano ampi margini per una progettazione approfondita».