In commissione stop al progetto del gruppo Putignano In aula lassessore Sannicandro non ritira la delibera La Maugeri: è stato un equivoco Il Pd diviso da una lottizzazione. Un megaprogetto da 210mila metri cubi, che la Ined srl, società del gruppo Putignano, vorrebbe realizzare in via Amendola, sulle aree circostanti villa Bonomo (di fronte allospedale "Giovanni XIII"). Lintervento è previsto nel Piano regolatore generale: se realizzato, svilupperebbe circa 750 unità immobiliari fra abitazioni e uffici. Secondo la commissione consiliare Urbanistica, che ha espresso parere negativo allunanimità, si tratta di un insediamento che paralizzerebbe la circolazione in via Amendola. Nel Pd e nel centrosinistra, però, non tutti la pensano così. Per questo chiedono che il piano sia discusso in aula. Un atto dovuto. Che, però, sembra lontano. Quando la conferenza dei capigruppo se ne è occupata, Maria Maugeri, a nome del Pd, ha chiesto al presidente dellassemblea, Pasquale Di Rella, di non inserirlo nellordine del giorno perché lassessore allUrbanistica, Elio Sannicandro, lavrebbe ritirato per approfondirlo. Il primo a sobbalzare sulla poltrona, però, è stato proprio Sannicandro. Che ha dichiarato urbi et orbi che mai gli era passato per la mente un proposito del genere. Il resto lo ha fatto il segretario generale, Mario DAmelio. In una nota al presidente del consiglio comunale, ha ricordato che liscrizione allordine del giorno di un piano di lottizzazione è un atto dovuto. Risultato: il capogruppo del Pd, Maria Maugeri, insieme con altri consiglieri del centrosinistra, ha fatto marcia indietro. «Si è trattato di un banale equivoco», ha scritto in una lettera al presidente dellassemblea, invitandolo a riconvocare con i capigruppo. Lappuntamento è stato già fissato per lunedì. La tensione resta comunque alta. Soprattutto nel Pd, dove il fronte favorevole alla lottizzazione, per il momento in minoranza, accusa Maria Maugeri di aver sposato le ragioni degli ambientalisti. Il capogruppo è in buona compagnia. «Nessun dubbio sul fatto che si tratti di una lottizzazione prevista nel Piano regolatore generale - spiega Roberto Carbone, rappresentante del Pd in commissione Urbanistica - La mia contrarietà nasce dalla certezza che un insediamento di quelle dimensioni andrà ad intasare irrimediabilmente la circolazione in via Amendola. Cè una relazione della ripartizione Mobilità che, a questo proposito, non lascia spazio a dubbi. Sarebbe meglio riparlarne dopo il raddoppio di via Amendola». Il progetto non dispiace allassessore al Traffico, Antonio Decaro. Soprattutto perché consentirebbe al Comune di risparmiare lindennità di esproprio delle aree per il raddoppio di via Amendola che dovrebbe pagare proprio alla Ined srl. La società è disposta a cederle gratuitamente a patto di poter trasferire nella lottizzazione le volumetrie che perderebbe. «Ma così il guadagno per limpresa sarebbe addirittura maggiore», azzarda Carbone. È possibile che si creino due partiti trasversali di favorevoli e contrari. Nel centrodestra, dove finora ha prevalso la linea del no, potrebbe infatti aprirsi una breccia. Lassessore Sannicandro è sereno. «Rispetto la sovranità del consiglio comunale - dice - Deve essere chiaro che si tratta soltanto delladozione del piano, che poi dovrà essere inviato alla Regione e ritornare al Comune per lapprovazione definitiva. Prima dellapertura del cantiere, passeranno almeno tre anni. Nel frattempo il raddoppio di via Amendola sarà terminato».