Il 150 anniversario della nascita del grande archeologo A lui la Sicilia deve tanto e Siracusa, se possibile, qualcosina in più. Paolo Orsi fu, infatti, uno studioso infaticabile, lo scopritore dei più importanti siti e reperti archeologici siciliani, il capostipite della ricerca sistematica a Siracusa che, tuttavia, non sembra volerlo ricordare, a 150 anni dalla nascita. Così Paolo Orsi deve continuare ad accontentarsi dell'intitolazione del museo archeologico regionale. Che certo non è un tributo da poco, ma forse uno sforzo in più, nell'occasione della ricorrenza, Paolo Orsi lo avrebbe meritato. Palermo, tanto per dirne una, non l'ha dimenticato e la sue figura è stata rievocata lunedì, nel corso di una giornata di studi che è stata ospitata dalla facoltà di Lettere e Filosofia. Aveva appena 30 anni, quando Orsi giunse nel 1888 in Sicilia. Veniva da Rovereto, dove era nato, si era trasferito prima a Vienna e lì, nella capitale imperiale e centro culturale di importanza mondiale, si era formato per poi completare il suo tirocinio alla scuola archeologica italiana. Giunto a Siracusa avviò subito un'intensa attività di studi e di ricerche. Nella capitale dei Greci d'Occidente diresse personalmente molte campagne di scavi che portarono alla luce alcune delle meraviglie, oggi offerte a turisti e visitatori. La sua attività non si limitò alla sola Siracusa, tra le altre cose, restituì alla luce della conoscenza un'altra meraviglia, Pantalica, localizzò i resti della città di Casmene (l'attuale Comiso), le necropoli di Gela, i siti preistorici di Pantelleria e altre importanti testimonianze del passato soprattutto nell'area della Sicilia sud-orientale (da Camarina, alle nostre Megara Hyblea, Thapsos e Castellucio), ad Agrigento e, ancora, nella grande catacomba siracusana di San Giovanni, nella quale condusse cinque campagne impegnative e illuminanti archeologiche. Del suo lavoro Orsi ha lasciato un'imponente documentazione, saggi, appunti e il primo sistematico quadro storico delle culture dei Siculi, della Sicilia preellenica e greca. Al suo nome è intitolato il Museo archeologico regionale della Sicilia che diresse dal 1895 al 1934. L'anno dopo, nel 1935, Orsi morì. nino arena