È l'obiettivo annunciato ieri mattina dagli assessori della giunta Petteruti che giustificano così la loro decisione di rinviare la discussione, e quindi il voto, sui nuovi insediamenti abitativi. Una decisione che i partiti hanno messo nero su bianco in un documento, a firma dei segretari provinciali, consegnato giovedì sera al primo cittadino. «Necessaria una riflessione» «Non contestiamo l'impianto generale del progetto - spiega l'assessore di Rifondazione comunista, Mimmo Pascarella - ma la necessità di approfondire alcuni aspetti della delibera e coinvolgere sul tema l'intera città, dalle associazioni alle organizzazioni sindacali passando per gli ordini professionali e tutta la società civile. Viste le complessità emerse durante l'ultima seduta di giunta e alla luce della possibile proroga della Regione abbiamo ritenuto fosse opportuno dedicare alla tematica, così importante per il futuro della città, una riflessione più ampia». La battaglia sulle aree da escludere Meno diplomatici Pd e Italia dei Valori che sperano invece di poter rivedere gran parte della delibera non solo per modificare i criteri di perimetrazione delle aree ma anche per ottenere conferme sull'esclusione del Macrico, delle zone industriali dismesse e delle aree verdi dagli interventi di edilizia sociale e popolare. In attesa del responso del Consiglio regionale - che nella seduta di martedì prossimo (dopo il nulla di fatto di giovedì scorso) dovrebbe ratificare una proroga di novanta giorni per consentire agli enti locali di approvare in giunta e in consiglio comunale le osservazioni sul piano casa - la delibera di giunta è stata pertanto congelata e con essa anche i malumori dell'assessore all'urbanistica ed esponente del Pd, Domenico Moccia, che, non più tardi di due giorni fa, aveva minacciato addirittura le dimissioni nel caso in cui la giunta avesse deciso di respingere la delibera da lui confezionata. Una provocazione che ha acceso ulteriormente lo scontro politico. E l'opposizione incalza La coalizione di maggioranza continua infatti a mostrarsi spaccata sull'argomento e c'è persino chi solleva la questione del conflitto di interessi. Sul tema è tornata a incalzare con forza ieri anche l'opposizione che da settimane contesta le scelte dell'amministrazione comunale in materia di edilizia sociale e popolare. «La maggioranza - attacca il consigliere del Pdl, Nello Spirito - sta contravvenendo al vero spirito della legge varata per facilitare gli interventi di ampliamento dei piccoli imprenditori e non per incentivare le speculazioni edilizie. Trovo assurda la decisione di trasformare in zone edificabili tanti terreni agricoli e tante zone verdi della città a fronte di una richiesta minima di alloggi che non è certo quella indicata dal Comune. La legge sul piano casa dovrebbe essere utilizzata piuttosto per recuperare e riqualificare il patrimonio urbanistico esistente e non per mettere sul mercato nuovi vani che nessuno, tra i ceti meno abbienti, può acquistare». Nella stessa direzione anche il consigliere dell'Udc, Giuseppe Greco, che si dice soddisfatto per il nulla di fatto della giunta: «Il progetto così come era stato congegnato dall'amministrazione comunale sarebbe stato una iattura per la città. È preferibile che ci sia stato uno stop piuttosto che l'approvazione di una delibera pensata ad uso e consumo degli speculatori. Non siamo contrari all'edilizia sociale purché venga realizzata all'interno di un sistema di regole guidato dal Puc (piano urbanistico comunale) e non da uno strumento straordinario come il piano casa o, peggio, dalle manifestazioni di interesse dei privati. Speriamo - ha concluso il consigliere - che l'eventuale riapertura dei termini da parte della Regione convinca l'amministrazione a promuovere un confronto politico sull'argomento che coinvolga anche le forze di opposizione».
CAMPANIA - Una proposta più concreta sul piano casa.
Gli assessori della giunta Petteruti hanno annunciato di rinviare la discussione e il voto sui nuovi insediamenti abitativi. La decisione è stata presa dopo aver ricevuto un documento dei segretari provinciali dei partiti, che ha sollevato alcune preoccupazioni. L'assessore di Rifondazione comunista, Mimmo Pascarella, ha spiegato che la decisione è stata presa per approfondire alcuni aspetti della delibera e coinvolgere l'intera città. La coalizione di maggioranza è spaccata sull'argomento, con alcuni partiti che sollevano la questione del conflitto di interessi. L'opposizione continua a contestare le scelte dell'amministrazione comunale in materia di edilizia sociale e popolare.
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