Certo, nessuno di noi, almeno lo speriamo, si mette con un chiodo a scrivere "Marina ti amo" su una colonna romana. Ma forse, per distrazione, ci è capitato a tutti di scattare una foto col flash ad un quadro che ci ha appassionato. Il danno non è certo lo stesso, ma anche la nostra istantanea potrebbe fare guai. Per responsabilizzare il turista Maurizio Baracco presidente di Federculture ed Ermete Realacci presidente onorario di Legambiente ne hanno pensata una nuova: niente di più facile, basta elencare, punto per punto, una serie di regole di comportamento. Per «civilizzare» orde di uomini, donne e bambini che, affamati, accaldati, carichi di zainetti, bottiglie, cibo e quant'altro, ogni giorno si aggirano nei musei, e nelle città italiane è nato il "Decalogo delle regole di comportamento del turista". Solo dieci semplici punti, facili da ricordare ed eventualmente da imparare, per trasformare completamente l'individuo turista in individuo pensante e responsabile. Al Decalogo hanno già aderito diversi enti locali come: la regione Campania, il comune di Napoli, il comune di Matera, la provincia di Macerata, i Parchi Val di Cornia. Tutti hanno l'obbligo di esporre una copia del documento, nelle aree archeologiche, culturali e ambientali, come ad esempio nei musei, nei parchi eccetera, presenti nel territorio. Obiettivo finale dell'operazione: ottenere uno sviluppo sostenibile del settore turistico, accompagnato da comportamenti appropriati per una «corretta fruizione», per la tutela e la valorizzazione dell'immensa ricchezza di arte, natura e cultura custodita dal nostro paese. Regola numero uno: prima di visitare un bene culturale è importante richiedere e ricevere informazioni sulla sua storia e sul suo contesto territoriale e antropologico. Seguono: graffiti e scritte sulle opere e sui muri costituiscono danni gravi al patrimonio culturale e rappresentano gesti incivili e idioti. Non usare mai il flash per fotografare opere d'arte. Prima di fotografare o di filmare, chiedere sempre l'autorizzazione al personale di vigilanza. Tutte le volte che si visita un sito culturale bisogna tenere presente che questo stesso diritto vale anche per i «compagni» di visita e, soprattutto, per le future generazioni. Sarebbe bene, dunque, evitare qualsiasi azione «molesta» (schiamazzi, movimenti inadatti, vociare eccessivo) o non idonea al luogo in cui ci si trova. Non gettare mai a terra cartacce, cicche di sigaretta o gomme da masticare: molte delle macchie nere che si possono osservare su marmi e pietre sono i segni indelebili di chewing gum-selvaggio. Insomma, ci dicono Legambiente e Federculture, ricordatevi che esistono delle regole, semplici e vecchie almeno quanto il mondo, che vanno seguite sempre ed in qualunque luogo e sono quelle della buona educazione e della civiltà. E poi prima di partire, informatevi sempre ed in maniera adeguata. Anzi, sarebbe meglio che dopo aver visitato un luogo, ognuno di noi ne diventasse «ambasciatore». Il decalogo ci spiega anche come fare: riferire a parenti, amici, conoscenti tutto sulle opere e le architetture visitate, nonché sulla cultura, le abitudini, gli aspetti naturali, storici, antropologici, enogastronomici della realtà in cui è inserito il sito. E buone vacanze.