Sabaudia, la direzione regionale ha avviato il procedimento per mettere sotto tutela la struttura La Sovrintendenza: è un bene storico del Settecento, non può essere toccato Giù le mani dal ponte sul lago di Paola. A dirlo nelle ultime ore è stata la Direzione Regionale per i Beni culturali e paesaggistici del Lazio che ha comunicato l'avvio del procedimento per sottoporre a tutela diretta l'ormai nota costruzione che affonda le fondamenta nelle acque lacustri che conducono al mare aperto all'altezza di Torre Paola. Nessuna libera interpretazione sarà possibile: il «Ponte Rosso» o «Ponte delle Cateratte», ormai soggetto preferito di molte inchieste parlamentari e giornalistiche, non si potrà toccare. Per la verità è stato, forse involontariamente, proprio il Comune di Sabaudia a tirarsi addosso la risposta negativa dopo aver rivolto una richiesta all'ufficio periferico del Ministero dei Beni e le Attività Culturali per fare chiarezza sulla vicenda. E il responso ufficiale è arrivato, ma non certo favorevolmente ai progetti di trasformazione e navigabilità sui quali da tempo lavoravano Comune di Sabaudia e Provincia di Latina. Secondo l'architetto Carla Brusa della Soprintendenza ai Beni Architettonici ed Ambientali del Lazio il ponte nel complesso avrebbe caratteristiche meritevoli di tutela a testimonianza dell'ingegneria del Settecento per il nucleo originario, e degli ultimi cinquant'anni per quanto riguarda il suo attuale aspetto esterno. Senza contare il contesto storico in cui si trova, collegando da sempre le due sponde del canale romano. Nel 2007 l'opera era addirittura finita in una conferenza di servizi indetta dal Comune di Sabaudia al fine di consentire l'abbattimento ed una ricostruzione dopo che attraverso il canale fosse passata una mega-imbarcazione prodotta dall'industria navale. Prima di allora la struttura era stata addirittura posta sotto sequestro dalla Procura di Latina per un intervento di allargamento abusivo che era stato condotto. Adesso però è stata la Soprintendenza ai Beni Architettonici a mettere definitivamente il punto alla situazione, con una relazione tecnica in cui annovera il bene come oggetto da tutelare ai sensi del decreto legislativo 42 del 2004, presentando un interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico particolarmente importante. Non importa neppure se il bene sia di proprietà privata o pubblica, perché il Codice dei beni culturali e del paesaggio all'articolo 10 include oggetti «a chiunque appartenenti», e che per tradizione, fama e particolari caratteristiche ambientali, rivestono come complesso un eccezionale interesse artistico o storico. Ecco perché da subito sono scattate le norme cautelari a protezione dell'immodificabilità del ponte. La parola «fine» ai chimerici progetti sul lago.