I 150 anni dall'Unità. Il convegno del Fondo Ambiente Italiano ad Ascoli Piceno Ascoli Piceno. "Siamo ciò che vediamo, i luoghi dove ci muoviamo, la natura che ci circonda, la lingua che ci fa essere partecipi della nostra civiltà. Siamo la musica che ascoltiamo, le emozioni che una parola riesce ad accendere, la bellezza di un'opera d'arte che ci sa commuovere... Siamo figli di tante madri e di molti padri che hanno popolato i secoli di storia dai quali discendiamo. Siamo un passato ricco e variegato: dove razze, umori, sensibilità e capacità hanno prodotto questa Italia in cui viviamo. ma, oggi, quali sono le lingue di questo nostro paese, a quali parole affidiamo la capacità non solo di comunicare e dialogare ma anche quella di creare ed innovare? Interrogativi e domande che il Fai (Fondo Ambiente Italiano) ha deciso di porre ad esperti e intellettuali in occasione del convegno nazionale in programma oggi ad Ascoli Piceno. «Si parla molto di identità - afferma Ilaria Borletti Buitoni, nuova presidente del Fai - ma purtroppo per discriminare ed escludere. Noi vogliamo parlare e riflettere in modo diverso: cercando quei fili rossi che nei secoli hanno contribuito a creare l'identità italiana». Insieme a lei ad Ascoli è arrivata anche Giulia Maria Mozzoni Crespi, anima storica del Fai ed infaticabile organizzatrice. Linguaggi d'italia: tema impegnativo. Perché questo scelta? «Vogliamo far capire e mettere l'attenzione, nell'anno dedicato all'unità d'Italia, sulla complessità e la bellezza del nostro paese». Molti vedono questo titolo come un'anticipazione di un nulla e di un vuoto nel quale ci troviamo a vivere. Senza più civiltà, senza più arte, senza più lingua. E' d'accordo? «Molti sono pessimisti. Io no. Viaggio parecchio, conosco molti delegati e molti giovani e vedo che ci sono tante persone e tanti ragazzi straordinari che rifiutano un certo modello di sviluppo e sono interessati a riscoprire le loro radici. Viviamo un momento pessimo ma continuo a dire che, nella base del paese, ci sono forze nuove che stanno nascendo». Identità e futuro: andiamo verso dove? «E' ovvio che l'India, la Cina e gli Stati Uniti saranno i grandi protagonisti del domani. Ma l'Europa, e soprattutto l'Italia, hanno un'unica possibilità non solo per sopravvivere ma per portare un messaggio al mondo e questo è affidato alla nostra cultura, alla nostra arte, alla nostra bellezza ed al nostro linguaggio. Da Dante a Shakespeare, da Cervantes a Goethe, da Wagner a Verdi, da Leonardo a Caravaggio».