Non sarà Tarquinio il Superbo ma forse un suo parente. Di certo la città di Gabii ha ritrovato un suo antico «re». Presso l'antico sito latino, a venti chilometri da Roma, al xii miglio della via Prenestina antica, è stato riportato alla luce un edificio di età arcaica identificabile come la residenza del rex della città, forse un tiranno legato alla famiglia dei Tarquini. L'edificio è la prima struttura abitativa di età arcaica in Italia a essere rinvenuta con murature integre lino a due metri di altezza. Per il soprintendente per i beni archeologici di Roma, Angelo Bottini, è un ritrovamento d'eccezionale importanza storica perché restituisce un edificio destinato certamente alla residenza di un personaggio della massima importanza della Gabii del vi secolo prima dell'era cristiana. Sulla base delle fonti possiamo ipotizzare si tratti - ha dichiarato all'Adnkronos -dell'ultimo re di Gabii. Le indagini archeologiche sono state promosse nell'ambito di una ricerca finanziata dalla soprintendenza speciale per i Beni Archeologici di Roma, che le ha condotte congiuntamente con l'università di Roma Tor Vergata e la Scuola di specializzazione in archeologia di Matera. Col passaggio dalla Roma mitica dei sette re alla repubblica - dice Marco Fabbri, dell'università di Roma Tor Vergata - anche «da Gabii è cacciato il re e la sua casa viene di fatto smontata e seppellita da un enorme tumulo di pietre». Delle recenti scoperte, oltre al più antico edificio tripartito, fa parte anche un altro complesso archeologico, risalente all'età imperiale: una grande piazza come riferisce sempre all'Adnkronos Stefano Musco, della soprintendenza archeologica di Roma «in cui venne già scavato, alla fine del Settecento, e da cui provengono numerosissime statue poi vendute agli inizi dell'Ottocento alla Francia e oggi al Louvre. Noi abbiamo ritrovato questa piazza e siamo in grado di ricontestualizzare questo complesso di statue sul posto». L'area archeologica dell'antica città di Gabii, in origine denominata Cabina, è sul ciglio meridionale del cratere di Castiglione, un corpo eccentrico del complesso vulcanico dei Colli Albani occupato sino alla fine del XIX secolo, epoca in cui fu prosciugato, da un lago di origine vulcanica noto come lacus Buranus o Sanctae Praxedis o ancora «lago di Castiglione». Le indagini hanno fatto emergere un impianto tripartito, rinvenuto in corrispondenza della supposta acropoli della città, composto da una sala centrale più ampia e da due ambienti laterali con ingressi decentrati, ognuno caratterizzato dalla presenza di sepolture infantili che rimandano a complessi rituali di inaugurazione dello spazio e di costruzione dell'edificio.
Gabii. A casa dei Tarquini
Un edificio arcaico identificabile come la residenza del rex della città di Gabii è stato riportato alla luce a venti chilometri da Roma. L'edificio, con murature integre a due metri di altezza, è considerato un ritrovamento d'eccezionale importanza storica. Le indagini archeologiche, condotte congiuntamente con l'università di Roma Tor Vergata e la Scuola di specializzazione in archeologia di Matera, hanno rivelato un impianto tripartito con una sala centrale e due ambienti laterali. Sono state trovate anche sepolture infantili che potrebbero essere legate a complessi rituali di inaugurazione dello spazio e di costruzione dell'edificio.
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