Nessuno ha investito sui cartelloni luminosi del piazzale della Galleria: erano previsti cinque milioni di euro Uffizi, fallito il piano maxischermi Pubblicità a zero, senza fondi i lavori per aprire a tutti il corridoio Vasariano A un anno dalla firma dell'accordo con la Soprintendenza niente pubblicità sui maxischermi agli Uffizi. Mancano i fondi per i lavori utili ad aprire a tutti il Corridoio Vasariano. Una passeggiata nel piazzale degli Uffizi. E lo sguardo è catturato da uno dei due maxischermi dietro la Loggia dei Lanzi, installato sul ponteggio dove gli operai stanno lavorando al futuro ingresso dei Nuovi Uffizi. Passano i minuti e scorrono le immagini. C'è piazza Signoria, Ponte Vecchio, piazzale Michelangelo. I tesori di Firenze. Sui maxischermi non passano però le pubblicità, i loghi degli sponsor che dovevano portare il «tesoretto» necessario (5 milioni di euro) per il rifacimento del Corridoio Vasariano, per una piccola parte dei lavori dei Nuovi Uffizi e per pagare alcuni collaboratori assunti dalla soprintendenza. Lavori quelli che riguardano il Vasanano che, almeno sulla carta, sarebbero dovuti partire da qualche settimana o al massimo a giorni per far sì che il corridoio, nel 2013, non fosse più soltanto accessibile su prenotazione, ma aperto in tutto e per tutto ai visitatori. Lavori che per non sono mai partiti e chissà quando partiranno. Ma cosa è successo? La faccenda è parecchio intricata e per spiegarla bene bisogna partire dal 6 aprile 2009 quando a Firenze arrivarono il direttore generale dei Beni culturali Roberto Cecchi e il sottosegretario Francesco Giro. L'occasione era proprio la presentazione dei lavori di adeguamento che dovevano essere finanziati per la prima volta, si disse un anno fa da un pool di sponsor coordinati dalla Ser.Com di Firenze, la società che si occupa di vendere spazi pubblicitari e che si impegnò a reperire i mecenati per pagare il restauro con 5 milioni di euro. La partnership pubblico-privato (tra la soprintendenza per i Beni architettonici e per il paesaggio e Ser.Com) sembrava essere partita sotto i migliori auspici. Nicola Misuraca, il responsabile della Ser.Com, era ottimista: «Abbiamo già contattato tutti gli imprenditori fiorentini e non, siamo comunque pronti a garantire il buon esito dell'operazione». Uno dei due maxischermi era già in funzione: «Trasmetteranno filmati e immagini a contenuto culturale, su iniziative ed eventi istituzionali e regionali, oltre a promozioni pubblicitarie (il 14 del totale delle trasmissioni quotidiane) - disse Misuraca - legate ovviamente ai mecenati che finanzieranno l'iniziativa». Si mostrò più che soddisfatto il sottosegretario: «I privati vanno coinvolti sempre di più, si deve investire in cultura, è il nostro vantaggio competitivo rispetto ad altri paesi». Insomma, sembrava filare tutto liscio. Anche se ancora, ad aprile, il progetto per l'adeguamento degli impianti elettrici, di illuminazione, di rilevazione incendi e antintrusione del Vasariano (oltre ai locali climatizzati, le telecamere e un'uscita di emergenza su via dei Bardi) non c'era. Ad agosto 2009 i tecnici di piazza Pitti e l'ex soprintendente Paola Grifoni riescono a ultimare il progetto definitivo, quello che appunto prevedeva tra le altre cose una scala di fuga su via dei Bardi. Il progetto è quasi pronto, manca solo l'ok della soprintendenza, che però non arriverà mai. Proprio in quei giorni, Grifoni viene trasferita a Bologna. Dopo una sessantina di giorni, anche la sua sostituta Alessandra Marino viene messa fuori gioco, questa volta a causa del commissariamento che catapulta a Firenze Elisabetta Fabbri, già commissario del nuovo auditorium del Maggio. Passano i mesi, ma quel progetto da definitivo non diventa mai esecutivo (secondo il crnoprogramma doveva diventarlo entro novembre 2009) e così la Ser.Com non riesce ad appaltare i lavori che sarebbero dovuti cominciare almeno entro la metà di gennaio di quest'anno. La Ser.Com, forse proprio per questa situazione e forse per la crisi che investe anche e soprattutto il mondo della pubblicità, non riesce a trovare quegli sponsor che sperava. E che servivano non solo per pagare i lavori di progettazione e di adeguamento del Vasariano, ma anche per pagare quei professionisti (tra cui un geometra, quattro architetti e un contabile) che la soprintendenza aveva assunto come collaboratori esterni sia per lavorare sui cantieri dei Nuovi Uffizi sia per la progettazione e i lavori del Corridoio Vasariano. Assunzioni effettuate contando proprio sui soldi di Ser.Com perché le casse della Soprintendenza, già provate dai fondi spesi per i cantieri dei Nuovi Uffizi, in quel periodo erano a secco, Infatti quei famosi 5 milioni che Ser.Com si era impegnata a reperire al tempo della convenzione stipulata con la Soprintendenza erano così ripartiti: 2,8 milioni per finanziare la progettazione e l'esecuzione dell'adeguamento impiantistico del Vasariano; 2,2 milioni per pagare alcuni lavori dei Nuovi Uffizi e i collaboratori che erano stati assunti in seno all'ufficio direzione lavori. Ad oggi, sembra che i collaboratori esterni assunti un anno fa non abbiamo visto nemmeno un euro. E ancora, sembra che proprio in questi giorni i professionisti che avrebbero lavorato per un anno gratis stiano preparando azioni legali. E Ser.Com intanto che fa? Nicola Misuraca ieri non ha voluto rilasciare dichiarazioni, ha ammesso la situazione di difficoltà legata alla crisi che sta arrecando danni soprattutto al settore della pubblicità. Ma ha anche lasciato intendere una ulteriore difficoltà dopo il commissariamento: «Non sappiamo più con chi rapportarci». Proprio in queste ore Ser.Com sta inviando lettere a tutte le istituzioni coinvolte in questa faccenda ma per ora la società non dice di più. E ora cosa succederà? Ieri il commissario Fabbri ha incontrato Gregorio Salimbeni di Media Firenze per cercare di risolvere la questione che riguarda sempre il Vasariano e il restauro (bloccato dopo l'addio al cantiere di Media Firenze) degli esterni che doveva essere finanziato sempre attraverso la pubblicità. Su Ser.Com però la Fabbri non ha voluto rilasciare dichiarazioni. L'unica via di uscita, in assenza di un progetto definitivo, e dunque anche di un progetto esecutivo, potrebbe essere quella di un appalto integrato simile a quello del nuovo auditorium con un bando redatto sul progetto preliminare di adeguamento impiantistico del Vasariano a cui parteciperebbero insieme architetto e impresa. Un modo per accorciare i tempi e per mettere una toppa («ci vorrebbero comunque tra i tre e i quattro mesi per la redazione di un buon progetto», dicono dalla soprintendenza) a un altro pasticcio in salsa italiana. Le tappe Aprile 2009. È di ormai un anno fa la firma della convenzione tra la Soprintendenza e l'azienda (Ser.Com) che doveva trovare gli sponsor necessari per i lavori di adeguamento impiantistico del Corridoio Vasariano Agosto 2009 Alla fine dell'estate dell'anno scorso la soprintendente Paola Grifoni e i suoi tecnici hanno ultimato il progetto definitivo dei lavori del Vasariano. Manca solo il via libera, ma la Grifoni viene spostata a Bologna Novembre 2009 Ai Nuovi Uffizi arriva il commissario ma né il progetto definitivo della Grifoni, né quello esecutivo vengono terminati o realizzati. A gennaio se tutto fosse filato liscio la Ser.Com avrebbe potuto cominciare ad appaltare i lavori A quasi un anno di distanza dalla firma della convenzione la Ser.Com non ha trovato gli sponsor necessari per raggiungere i 5 milioni di euro necessari ai lavori e al pagamento dei consulenti. Il cantiere non ha ancora aperto
Corriere della Sera
27 Febbraio 2010
Uffizi, fallito il piano maxischermi
AL
Alessio Gaggioli
Corriere della Sera
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Bene culturale
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