Il ministro alla presentazione del libro di Saffioti (Pdl) Un accordo di programma tra ministero dei Beni culturali, Comune, fondazioni bancarie e privati per finanziare il progetto di restauro del Teatro Donizetti: è la soluzione prospettata ieri dal ministro Sandro Bondi intervenuto a Bergamo per la presentazione del libro del consigliere regionale del Pdl, ricandidato, Carlo Saffioti «Viva l'Italia-Tre giovani tra Zogno e Reggio Calabria». Bondi, dopo l'incontro al Donizetti con il sindaco Franco Tentorio ha dichiarato «la disponibilità del ministero dei Beni culturali a prendere in esame il progetto di restauro che potrà essere finanziato grazie a un accordo di programma. Con l'amministrazione comunale abbiamo, inoltre, preso in esame la possibilità di avviare lo procedure per chiedere il riconoscimento di Bergamo Alta come patrimonio dell'Unesco». Bondi ha, poi, comunicato che, in occasione della ricorrenza dei 150 anni dall'Unità d'Italia è allo studio un progetto televisivo all'interno del quale potrebbe rientrare anche una prima serata Rai dal Teatro Donizetti. Il sindaco Tentorio ha espresso «soddisfazione per la proficua collaborazione avviata con il ministero e per l'attenzione riservata a Bergamo». All'incontro erano presenti, tra gli altri, i parlamentari del Pdl Gregorio Fontana, Alessandra Gallone e Giorgio Jannone. Bondi ha, quindi, partecipato alla presentazione del libro di Saffioti all'auditonium di Piazza della libertà. Il volume raccoglie lettere, appunti e testimonianze di tre antenati di Saffioti: Pietro Volpi, che prese parte alle vicende garibaldine e dell'Unità d'Italia, Pietro Oprandi e Carlo Giuffrè Grimaldi, che parteciparono alla Prima guerra mondiale. All'incontro, moderato da Paolo Merla, storico e vicepresidente dell'Associazione archivio e biblioteca dall'Ovo, ha portato il proprio saluto anche il sindaco Tentorio. Saffioti, dopo aver delineato le vicende dei suoi antenati ha rimarcato il contributo «dei tanti giovani che in passato hanno sacrificato la propria vita per il nostro Paese. L'Italia è riuscita in passato a superare numerose difficoltà. L'esempio di queste persone è importante perché i giovani, di fronte alle difficoltà, devono avere forte la consapevolezza che abbiamo profondo radici storiche e culturali. E a queste si aggiungono anche le radici familiari». Bondi ha posto l'accento sull'importanza del libro di Saffioti perché «partendo dalla storia locale arricchisce quella nazionale. E' la storia di giovani che si sono sacrificati per un ideale». «La nostra identità nazionale - ha proseguito il ministro - è il frutto delle nostre diverse identità locali, comunali, regionali: la chiave di volta per ricostruire l'unità del Paese è quindi, il federalismo all'interno di una cornice nazionale alla quale non rinunceremo mai. Il federalismo, che significa responsabilità della gestione pubblica, deve essere ispirato al principio di sussidiarietà. Le celebrazioni per l'Unità d'Italia sono un'occasione per riflettere sulla nostra storia perché dalla memoria del passato si possa trarre vigore per affrontare il futuro»