Il prezioso reperto, dopo una vicenda tormentata, torna di proprietà della Regione Dopo il restauro, il Salinas sarà parzialmente fruibile a fine marzo: il gioiello entra a far parte della sua collezione Riapre il Museo archeologico regionale Salinas e mette in mostra il suo nuovo gioiello, la Phiale aurea di Caltavuturo. La data è tra fine marzo e primi di aprile, quando il Salinas dopo più di un anno di chiusura per restauri, riapre, seppur parzialmente - saranno fruibili due terzi degli spazi museali - e festeggia con la presenza del prezioso manufatto doro, che da questo momento farà parte integrante della collezione. Lantico reperto è stato affidato in custodia giudiziale per otto anni alla Soprintendente Adele Mormino. E adesso, dopo una serie di passaggi tecnici, realizzati in collaborazione con il Nucleo Tutela dei Carabinieri, è stato dissequestrato e riassegnato allAssessorato regionale, e da qui la decisione di Gaetano Armao, annunciata ieri, di destinarlo al museo Salinas, guidato da Giuseppina Favara, La storia della Phiale aurea può essere sintetizzata in una serie di passaggi: ritrovata nel 1980 durate la costruzione di un pilone della linea elettrica nel territorio di Caltavuturo, viene venduta prima ad un collezionista di Catania e poi nel 1991 lascia clandestinamente la Sicilia per essere portata in Svizzera. Viene acquistata da William Veres e successivamente venduta tramite intermediazione al miliardario Michel Steinhardt che la paga mille e duecento dollari. Le bolle doganali sono false, ma la Phiale arriva negli Stati Uniti e viene valutata da esperti del Metropolitan Museum. La Procura di Termini Imerese ne chiede la restituzione e superati vari livelli di giudizio nel 1999 torna in Italia. Per questa prima esposizione in occasione della parziale riapertura del Salinas, la Phiale aurea proveniente da Caltavuturo avrà un allestimento speciale, appositamente ideato. In seguito, quando tutti i lavori di recupero saranno terminati, sarà possibile vedere il manufatto posto in relazione con altri reperti archeologici, per la precisione le teste leonine che fungevano da raccoglitori dacqua posti nel Tempio di Himera. Un altro allestimento che questa volta terrà più in vista la ricostruzione scientifica e filologica, per permettere una lettura più approfondita del manufatto e rintracciare legami e connessioni. Tramonta così definitivamente lidea di riportare la Phiale al Museo di Himera, sito che inizialmente era stato indicato dalle istituzioni come meta finale dellesposizione del prezioso vaso rituale doro. «In realtà si tratta di un ritorno al Salinas - spiega la direttrice Favara - visto che inizialmente, la Phiale aurea era custodita proprio presso il nostro medagliere, prima di passare alla custodia giudiziale della Soprintendente». Tra il Museo Salinas e la Soprintendenza si profila un fitto rapporto di collaborazioni, che darà vita ad una serie di mostre e scambi: tra questi, proprio in occasione della riapertura del museo regionale dellOlivella, lesposizione della Collezione Casuccini - una delle più ricche e complete raccolte di arte etrusca - allAlbergo delle Povere. Per questa occasione, biglietto unico per ammirare i due spazi e le opere in essi custoditi. Annunciate poi collaborazioni tra lassessorato regionale ai Beni culturali e il Getty Museum: in autunno il convegno sul rischio sismico nelle zone archeologiche, la realizzazione di nuovi supporti didattici e informativi per i musei siciliani, la realizzazione di studi nuovi in materia di beni artistici e lannuncio dellarrivo di un milione e settecentomila euro di fondi stanziati attraverso lotto per mille dal ministero dei Beni culturali, destinati ai preparativi per larrivo di unaltra opera illegalmente detenuta sino ad ora nei musei americani, lAfrodite di Morgantina, il cui arrivo è previsto entro la fine dellanno.