Gli operai hanno finito ieri mattina il loro lavoro, le pietre della villa romana di Buoncammino, primo secolo dC., non si vedono più. Lo scavo vicino alla chiesetta del 1600, circondato dalla vegetazione, un posto amato dai teresini, è stato ricoperto di terra e teloni. Nessuno potrà ammirare questo pezzo di storia di Santa Teresa. Per alcuni i resti di Tibula, l'antico insediamento romano a ridosso del porto di Lungoni. Non ci sono i soldi per una nuova campagna di scavi e la Soprintendenza, insieme al Comune, non ha potuto far altro che coprire di terra l'area sotto la quale, dicono gli archeologi, c'è una villa romana di epoca imperiale. La strada vicina alla chiesa verrà riaperta, per il resto la terra continuerà a custodire il segreto della casa romana. Nonostante le richieste pressanti rivolte alla Regione. La Soprintendenza e il Comune di Santa Teresa hanno creduto in progetto di valorizzazione del sito, ovviamente preceduto da una campagna di scavi. Dal punto di vista finanziario niente di particolare, con poche decine di migliaia di euro gli archeologi avrebbero potuto iniziare a lavorare. Invece a Buoncammino le pale hanno spostato la terra che ha già ricoperto il perimetro della villa romana. L'area può essere individuata subito, i teloni sistemati sul primo scavo segnano il rettangolo di questo ritrovamento rimasto a metà. La storia è iniziata con un cantiere per la sistemazione di una condotta comunale La Soprintendenza, immediatamente avvertita, ha confermato l'interesse del sito. Ma non è servito a niente. Alla fine del 2008, la Regione ha spiegato che non ci sono soldi per riportare l'antico edificio di Buoncammino. «I primi sondaggi - conferma l'archeologa della Soprintendenza Angela Antona - ci hanno fornito interessanti elementi. Siamo davanti ad un ritrovamento importante». Gli specialisti che hanno scavato a Buoncammino non hanno voglia di fare polemiche, forse perché l'amarezza è troppo grande. Questo è un luogo simbolo di Santa Teresa, con i suoi alberi secolari e le testimonianze di una storia viva. La festa nella chiesetta è un rito antico, gli stazzi intorno sono stati abitati per secoli. La villa romana di epoca imperiale avrebbe completato il quadro, aprendo interessanti scenari anche dal punto di vista scientifico. Qualche palata di terra ha risolto tutti i problemi.