«Nemmeno le regole fermano il partito pro-cemento. Dopo che per ben due volte era mancato il numero legale, l'ultima seduta del consiglio regionale si è chiusa in maniera assurda con l'approvazione dell'ordine del giorno il cui risultato sarà quello di realizzare ben un milione di nuovi metri cubi nella meravigliosa campagna dei Castelli romani compresa tra Roma e Marino, che doveva invece rientrare nella proposta di ampliamento del Parco dell'Appia Antica. Ancora una volta, nel nome del profitto, non si esita a consumare il nostro suolo, distruggendone la bellezza»: è la denuncia di Maurizio Gubbiotti, coordinatore della Segreteria nazionale di Legambiente. «È un atto indecente, compiuto sulla pelle dei cittadini ed in sfregio delle regole, dopo che il Tar ha più volte stabilito che le cubature relative al Prg di Marino sono ferme, in attesa del Piano di Assetto del Parco dell'Appia Antica - continua Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio -. Dopo la vittoria registrata nel precedente Consiglio con l'approvazione del Piano paesistico dell'Appia Antica, questa consiliatura si chiude invece con una clamorosa sconfitta sul fronte della tutela del territorio, dopo che in questi anni non si è riusciti a siglare l'approvazione definitiva del Piano Paesaggistico Territoriale Regionale, che avrebbe permesso di vincolare definitivamente tutte quelle aree della nostra regione su cui rischiano di finire altre colate di cemento». «Confido nella sensibilità istituzionale di Montino e Astorre perché non diano seguito alla votazione di oggi con cui, in un'aula semideserta e in assenza di numero legale, è stato approvato un ordine del giorno sul Parco dell'Appia Antica». Si è invece augurato Enrico Fontana, consigliere regionale di Sinistra ecologia e libertà.