Dal Circeo a Montalto, poche domande per ampliare le abitazioni Critiche dai sindaci: misura valida, ma le regole sono troppo rigide Altro che rilancio dell'economia. Nel Lazio l'applicazione del Piano casa «è vicina allo zero». Lo dicono i costruttori. Lo dicono i sindaci. Lo dicono i dati. Per questo Eugenio Batelli, presidente dell'Acer, chiede alla futura giunta regionale di «modificare la normativa che in alcune parti rende assolutamente improponibili gli interventi di ampliamento delle case da parte dei cittadini». Nell'estate 2009 la Regione ha recepito le regole nazionali, pensate per contrastare la crisi economica, approvando la legge numero 21. Il provvedimento prevedeva, tra l'altro, «misure straordinarie per il settore ed interventi per l'edilizia residenziale sociale», nel rispetto dei vincoli relativi ai beni culturali, paesaggistici e ambientali nonché della normativa sulle zone agricole. In città, ma anche nei luoghi di villeggiatura. A Montalto di Castro, ad esempio, sono poche le domande arrivate negli uffici del Comune, ma molte le proteste. Come conferma il sindaco Salvatore Carai: «È una presa in giro, un provvedimento inapplicabile, fatto sull'emozione del sisma in Abruzzo: l'idea di ingrandire casa, magari di una o due stanze in più, è buona, ma ci sono troppi lacci e lacciuoli e si deve consolidare tutto l'edificio con costi pazzeschi». Carai spera solo che «il nuovo governo del Lazio aggiusti il tiro, altrimenti pochi potranno davvero usufruirne. Molti miei concittadini avrebbero voluto investire, ma mi hanno detto che hanno rinunciato perché era antieconomico». Pochi progetti di ampliamento pure a Tarquinia. Il sindaco Mauro Mazzola prova ad essere ottimista: «Il provvedimento è partito da poco e va studiato: forse serve tempo per valutare vantaggi e svantaggi». Dal nord al sud del Lazio la musica non cambia: «Ho la sensazione che ci sia poca chiarezza - sostiene Vincenzo Cerasoli, sindaco di San Felice Circeo - ma da noi questa norma è difficile da applicare perché molte aree hanno il vincolo paesaggistico e poi staremo comunque molto attenti, pur rispettando il piano casa, a tutelare l'integrità del nostro territorio da "mattone selvaggio"». In teoria il cittadino potrebbe realizzare un ampliamento del 20 del volume della sua abitazione (fino a un massimo di mille metri cubi), ma prima dovrebbe eseguire i lavori di adeguamento dell'intero fabbricato alla nuova normativa antisismica nazionale (varata dopo il terremoto in Abruzzo). Inoltre è possibile un premio fino al 35 della volumetria per i progetti che prevedono la demolizione e la ricostruzione dell'edificio. «Purtroppo queste norme sono rimaste sulla carta perché il tessuto edilizio regionale è fatto all'88 di condomini - spiega Batelli - e poi le famiglie che possono permetterselo, visto il periodo di vacche magre, hanno di certo poca voglia di investire». Una parte molto importante della legge, fanno notare dall'Acer, è quella che riguarda le demolizioni e le ricostruzioni degli immobili: «Il premio di volumetria al 35 è troppo basso - sottolinea il presidente dell'Acer - e secondo i nostri calcoli dovrebbe arrivare almeno al 50 perché altrimenti non ripaga i costi altissimi di demolizione, ricostruzione e relativi all'alloggio provvisorio di chi lascia casa in attesa dei lavori». Nell'assessorato all'Urbanistica del Campidoglio dall'estate scorsa ad oggi sono arrivate solo una ventina di domande di ampliamento (che possono essere presentate anche nei municipi). Inoltre non va dimenticato che c'è tempo fino al dicembre 2011 per proporre i progetti ai Comuni, ma i vincoli imposti dalla legge regionale, secondo molti esperti, lasciano poco spazio di manovra. «Abbiamo evidenziato alle due candidate alla Regione, Renata Polverini e Emma Bonino, la necessità di modificare la legge - ricorda Batelli - e da entrambe abbiamo avuto ampie aperture». Per risollevare l'economia, secondo i costruttori, «servono una concreta politica di housing sociale e investimenti sulle infrastrutture». E il sindaco di Montalto Carai rincara la dose: «Non capisco per chi sia stata fatta questa legge».