Un «tesoretto» archeologico, proveniente dal Cairo: la raccolta circa 50 pezzi, scelti dal governo con la consulenza di Zahi Hawass, segretario generale del Consiglio supremo delle antichità sarà il fiore all'occhiello dell'Accademia d'Egitto, La presentazione ha anticipato ieri il direttore, Ashraf Reda, nell'ambito dell'iniziativa «Accademie svelate» è prevista per metà maggio. Primo caso in Italia di reperti egizi, allestiti nelle sale di un istituto straniero. Motivo in più per valorizzare la sede, fondata negli anni Trenta e approdata in via Omero, dopo Villa Borghese e Colle Oppio. Il restyling, illustrato nel rendering fotografico, fonde tradizione e modernità: dai geroglifici vergati sulla facciata all'ascensore panoramico. Non solo: ampliati gli atelier per i dieci borsisti annuali, ospiti della struttura. Sulla scia del talento, l'incontro all'Ex Gil presenti l'assessore regionale alla Cultura, Giulia Rodano, e quello provinciale, Cecilia D'Elia ha celebrato il viaggio di formazione in Italia, tappa obbligata del Grand Tour. Il successo del tirocinio culturale a Roma si riflette nel ricco patrimonio delle accademie: dalla più antica, quella francese, alle 35 fiorite nei secoli successivi. Panorama multiforme, che inizia a fare sistema con il ciclo di visite gratuite (prenotazione obbligatoria sul sito www.accademiesvelate.it, o al numero 0666163267), in programma fino a domenica. La maratona farà tappa in dieci siti di Roma e del Lazio.