Caro direttore, ebbene sì, Cornigliano non è Bagnoli... Perché? Provo a spiegarlo ai suoi lettori. Nel preciso racconto di ieri, a firma di Paolo Grassi, si parte dal novembre 2006, quando si firma un protocollo tra Regione, Comune di Napoli e Bagnolifutura per la realizzazione degli studios. In realtà occorre fare prima un passo indietro, quando nel 2005 mi insedio alla guida dell'assessorato al Turismo, ove trovo uno stanziamento di 100 milioni di stanziamenti e progetti per strade fognature sottoservizi attrezzature sportive e un ricovero per tartarughe e mi dico: non può essere. E comincio a lavorare con Santangelo, Papa ed Hubler per dare un'anima a Bagnoli. E così nasce l'idea del recupero della vocazione al termalismo con la grande beauty farm, che sarà inaugurata in primavera, del campo da golf, che resterà invece un sogno, e poi degli studios: sono mesi di ribalta napoletana nel panorama della fiction italiana, dopo i successi di Un posto al Sole, La Squadra è arrivato il grande successo di Capri; sono anche gli anni in cui la neonata film commission mostra segni di grande vitalità. In poche settimane si concorda la location adatta con la Stu napoletana ed io recupero le risorse necessarie: oltre 11 milioni per un investimento che anche la direzione regionale Rai ci chiedeva per non correre il rischio di perdere le produzioni nostrane. Si firma l'accordo, si approva la delibera e parte la gara. Vince un bellissimo progetto di Hiscimoto e cominciano i problemi: alla Soprintendenza ai Beni ambientali la proposta non piace e chiede modifiche; una manciata di mesi (6 per la per la precisione) vanno via così, tra una linea una curva e un lucernaio, ma poi un accordo si trova e finalmente si può partire. Ma nel febbraio 2008 accade qualcosa di sconvolgente: nel paese in cui le dimissioni si annunciano ma mai si rassegnano un assessore regionale si dimette davvero «perché si è rotto il rapporto fiduciario con il Presidente». Quell'assessore è chi le scrive. Dura due settimane la parentesi De Masi ed a fine mese arriva un vulcanico assessore noto per le sue t-shirt, tanto acclamato dalla stampa nostrana. Al nuovo assessore Bagnoli non piace, dice di non volersene occupare e quindi non se ne occupa. Il risultato è che tutto si ferma, nel silenzio del presidente della Giunta Regionale che però è lo stesso di due anni prima. La scorsa estate, a tre anni dalla delibera, qualcuno si prende la briga di andare a verificare lo stato dell'arte e si scopre che le risorse erano state revocate dall'assessore a cui Bagnoli non piace, e così il cantiere non poteva partire. Seguono polemiche ed i soldi, scomparsi dall'assessorato al Turismo ricompaiono all'assessorato all'Industria: sarà una magia, ma almeno funziona, passano altri 5 mesi ma almeno si parte... Il resto è cronaca di questi giorni, che con l'avvio del cantiere degli Studios hanno visto l'inaugurazione dell'Auditorium di Ravello e del Campo da golf di Persano: altri due progetti dell'assessorato al turismo che fortunatamente nessuno ha fatto in tempo a revocare. Capirà signor direttore che anche per questo Bagnoli non è Cornegliano. Ex assessore regionale al Turismo