CAVA DE' TIRRENI Non solo arcate invase da una vegetazione incolta e incontrollata, con una baracca e una discarica al di sotto delle grandi falcate del cavalcavia, ma nella vallata ai piedi del viadotto di San Francesco anche le rovine di un vecchio acquedotto medievale e un antico mulino seppelliti da rovi e sterpaglie. Il ponte ritratto da Hackert nel 1792 è sempre più al centro delle osservazioni polemiche e di protesta dei più attenti cittadini cavesi che non risparmiano particolari da aggiungere allo stato di abbandono ambientale permanente della struttura eretta dopo il passaggio dell'imperatore Carlo V nel 1535 e chiedono un impegno certo e concreto ai quattro candidati sindaco alle prossime amministrative di fine marzo. «Non è possibile per una città che ha un'ambizione turistica trascurare così le bellezze di cui dispone - dice Michele Mazzeo candidato per la Federazione della sinistra - noi puntiamo molto sul rilancio di Cava ma naturalmente bisogna offrire a chi viene una città che recuperi il suo patrimonio monumentale e artistico». Il quadro Ne «La veduta de la Cava» di Hackert il ponte di San Francesco «Credo che il ponte di san Francesco sia il biglietto da visita della città, quindi un intervento di risanamento bisognerà senz'altro farlo - aggiunge Marco Galdi candidato per il centrodestra - oltre alla pulizia integrale del vallone, dopo accurati studi immagino che si possa realizzare anche un piccolo invaso creando una diga e rendere la base del ponte un luogo visitabile, di passeggiata e intrattenimento nei periodi estivi». «Il ponte di san Francesco è staticamente a posto - sostiene Luigi Gravagnuolo candidato per il centrosinistra - in qualche occasione abbiamo riparato l'illuminazione, lo abbiamo liberato dalle sculture in acciaio delle colombe, che ora arredano piazza della Ferrovia ed abbellito con fioriere. Lo riprenderemo? Certo. Con la mia amministrazione abbiamo inaugurato le settimane di coloro che hanno dato lustro a Cava». Matteo Monetta, infine, che proprio ieri ha ritirato la sua candidatura: «È una vergogna, è un ponte importantissimo sia come collegamento che storicamente. Sono necessari una bonifica della zona e lo smantellamento delle baracche, con un'azione inserita nella risistemazione generale delle strade».