ROCCAPIEMONTE No alla realizzazione della strada alternativa alla Statale 18 nel comune di Roccapiemonte: è un «ecomostro» che oscura la chiesa di San Pasquale. Il grido d'allarme è del «Comitato per Codola», frazione di Roccapiemonte, che da mesi si batte per evitare che si consumi quello che viene definito lo «scempio ambientale». In campo, associazioni ambientaliste, diocesi, cittadini. Pomo della discordia, la «strada alternativa alla Statale 18 dell'Agro sarnese nocerino» concepita dalle giunte provinciali che si sono succedute per decongestionare il traffico nella popolosa area salernitana. Il progetto prevede la realizzazione di una sopraelevata di circa 20 metri (precedentemente i metri previsti erano 16) che (come si nota nell'immagine) di fatto sovrasta la chiesa di San Pasquale, il cui restauro è terminato l'anno scorso a maggio proprio nel giorno in cui si festeggia il santo. L'opera prevede lo sbancamento della montagna alle spalle della chiesetta, montagna ritenuta da Legambiente ad alto rischio franoso. «E' una zona ad alto rischio idrogeologico - spiega Francesco Di Pace, esponente dell'associazione ambientalista - abbiamo carte che testimoniano la pericolosità dell'opera che si vuole realizzare. Bisogna fermarli per discuterne». Discuterne quando la delibera comunale è stata già approvata, il 21 gennaio scorso. «Non diciamo solo no, proponiamo anche soluzioni - spiega il capogruppo della minoranza consiliare, l'ex sindaco Pasquale Palumbo - chiediamo di utilizzare l'autostradale A3 che collega direttamente a Sarno e, naturalmente, senza pagare il pedaggio. Quanto si vuole realizzare cancella anche la storia della città. In questa area, infatti, c'è il passo di Annibale, il campanile dell'Orco, i resti dell'acquedotto augusteo del I secolo a.C, la galleria ferroviaria borbonica del 1800 e tanti altri siti di interesse archeologico, ma non solo». A fargli eco anche don Carmine Citarella, parroco della chiesa di San Pasquale dove si tengono le riunioni del comitato. «Abbiamo preparato un documento da inviare al nostro vescovo, monsignor Gioacchino Illiano che conosce parte della questione. Ci auguriamo che tutto volga per il meglio». Il vescovo, al momento fuori diocesi, ha anche già incontrato una delegazione di cittadini per ascoltare le loro ragioni. Ma cosa ne pensa l'amministrazione comunale di questa mobilitazione? Il sindaco Antonio Pagano spiega le sue ragioni: «Annullare la delibera approvata cambierebbe ben poco perché quanto votato in consiglio non fa riferimento alla sopraelevata ma semplicemente ad una variante relativa al potenziamento di una strada interna. Il progetto è del 2001 e all'epoca io non ero sindaco; il comune poteva tirarsene fuori, non partecipare al progetto, come fece Nocera Inferiore. La bretella è di pertinenza provinciale, ideata dalle diverse amministrazioni che si sono succedute e qualsiasi intervento porterebbe a poco. Chi oggi protesta poteva farlo molto prima, anzi forse all'epoca era anche d'accordo o ha preferito il silenzio». La mobilitazione continua anche attraverso Face book sul quale si può trovare il rendering che mostra come sarà l'opera una volta realizzata.
Roccapiemonte, cittadini e parroco: no alla sopraelevata ecomostro
Il comitato per Codola, una frazione di Roccapiemonte, si oppone alla realizzazione di una strada alternativa alla Statale 18 nel comune. La strada prevede la realizzazione di una sopraelevata che sovrasta la chiesa di San Pasquale, il cui restauro è terminato l'anno scorso. L'opera prevede lo sbancamento della montagna alle spalle della chiesetta, zona ad alto rischio franoso. L'associazione ambientalista Legambiente ha anche espresso preoccupazioni sulla pericolosità dell'opera.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo