"Da Corot a Monet" al Complesso del Vittoriano da venerdì 5 marzo 170 capolavori dellOttocento francese Il cambio di paesaggio che rivoluzionò la pittura Les Nymphéas dal Musée Marmottan Le tele dei "Salon" con Berthe Morisot Sisley, Pissarro Cè una ragione semplice per tornare allinfinito a vedere certe opere di pittura del pieno Ottocento francese: sono bellissime. E infatti il Complesso del Vittoriano sta per inaugurare - venerdì 5 marzo - ancora una mostra intorno a un ambito artistico molto esplorato e sempre di successo nel grand tour espositivo europeo. Sotto il titolo "Da Corot a Monet - la Sinfonia della Natura" arriva una schiera di opere che davvero emoziona. Lintento è di ripercorrere levoluzione della rappresentazione della natura del pieno Ottocento francese partendo dalle prime innovazioni apportate ai canoni classici dai pittori della scuola di Barbizon per arrivare al trionfo dellImpressionismo e alle Nymphéas, capolavoro da vertigine che rappresenta, come si sa, un punto di partenza per tutta larte del Novecento ma costituisce necessariamente anche un punto di arrivo. A quel pezzo di storia visto a ritroso, a un cambio di sguardo sul paesaggio che ha rivoluzionato per sempre la pittura, è dedicata questa nuova mostra organizzata e realizzata da Comunicare Organizzando di Alessandro Nicosia. Le opere esposte arrivano da grandi musei, molti americani, alcuni francesi, altri tedeschi; oltre alle tele, cè una piccola sezione di disegni e unaltra tutta di fotografie. Il contrasto fra i paesaggi classicheggianti in stile Salon e lapproccio della scuola di Barbizon apre la mostra: Corot, Rousseau, Diaz de la Pena, Dupré e Daubigny che scelgono la foresta di Fontainebleau come soggetto per i loro paesaggi. La rappresentazione della natura è quella di una forza vitale, senza figure umane, nei lavori di Courbet, Boudin, Cazin. Poi, fabbriche, ponti, ville di campagna, chalet sulle rive di fiumi e imbarcazioni in movimento sono inquadrate dentro uno scenario che esplora le più svariate variazioni atmosferiche. Luomo e la donna entrano nel paesaggio, nei dipinti di Sisley e di Pissarro. Sono piccoli lavori che mostrano anche scene quotidiane, personaggi immersi in un verde abbagliante, nella neve, al tramonto. Di Monet e di Berthe Morisot ci sono alcune famose passeggiate fra i papaveri, nei fiori delle campagne di Francia, a Vétheuil, a Gennevilliers. Il gran finale è dato dalle tre tele in arrivo dal Musée Marmottan di Parigi, a testimonianza della monumentale serie delle Ninfee, il "sogno luminoso" conservato allOrangerie lungo novanta metri di tela in cui è rappresentata una natura elementare e fuori dal tempo, che ignora gli orrori della guerra e la rivoluzione industriale, dipinto dal maestro dopo i tremendi lutti della sua vita, nel giardino di Giverny allinizio del Novecento fino agli anni Venti. Scrive Stephen Eisenman, curatore della mostra: «Qui lartista torna alla versione del paysage nature, di natura che genera se stessa della scuola di Barbizon ma ormai senza il sostegno del classicismo. Il risultato è una straordinaria emancipazione di forze scoraggianti la modernizzazione e anche un terribile ritiro in unisola privata di sogni e ansietà». È il pieno Novecento. Complesso del Vittoriano, via San Pietro in carcere. Da sabato 6 marzo a domenica 29 giugno.