Controffensiva sul caso che imbarazza Palazzo Marino: via allindagine interna su iter e controlli Nelle sabbie mobili è finito anche il Piano territorio Tutta in salita lintesa politica Gli 007 di Letizia Moratti sono partiti. Con una missione: passare al setaccio tutte le pratiche di edilizia privata avviate in Comune. Una carta-trasparenza che il sindaco aveva giocato in aula, pochi giorni dopo lesplosione del caso Pennisi. Per provare a uscire, insieme alla dura condanna dellormai ex consigliere del Pdl e agli appelli per le «liste pulite», dallimbarazzo politico e dallimpasse sullurbanistica. Una doppia palude. È lultima immagine dellex sindaco slegata dai partiti che aveva il coraggio di alzare la voce contro il "governo amico" in difesa della città, ma che di un partito, il Pdl, ha appena preso la tessera e ormai contro Roma non si scaglia più. Rigore, moralità, richiami a una visione della politica che sia a servizio della gente e non un mezzo per arricchirsi. Ecco la diga che ha cercato di opporre di fronte alla valanga-corruzione che minaccia lamministrazione, Letizia Moratti. Perché quella tangente intascata da Pennisi a qualche metro da Palazzo Marino rischia non soltanto di non far più emergere dalle sabbie mobili del Consiglio il Piano del territorio, ma anche di congelare per mesi lattività degli uffici adesso sotto esame. Di «regole», il sindaco parla da tempo. Così ha sempre definito il nuovo Piano di governo del territorio, dai tempi delloffensiva ingaggiata da Salvatore Ligresti con la richiesta di commissariamento del Comune presentata - e poi ritirata - in Provincia su vecchi progetti mai diventai cantieri. E di «regole» è tornata a discutere anche in Consiglio: ha definito il Pgt «il vero antidoto alle deviazioni della cattiva politica». Ma quel dibattito, tra veti e maldipancia che la stessa maggioranza non sembra avere ancora archiviato, continua a languire. Anche ieri centrodestra e centrosinistra si sono incontrati per un tavolo, lennesimo, aperto per cercare di trovare un accordo sulle politiche dellurbanistica. Il tema, dopo lhousing sociale e lo scalo Farini, è stato il risparmio energetico, ma una soluzione capace di sgombrare il campo dagli oltre mille emendamenti ancora in vita non è vicina. Intanto il tempo passa, la deadline oltre cui non sarà questa amministrazione ad approvare il Pgt si avvicina e il mondo delledilizia, già in sofferenza per la crisi, rimane sospeso tra il vecchio Piano regolatore e la promessa di una rivoluzione. Ma cè unaltra paralisi che potrebbe coinvolgere lamministrazione. Quella che riguarda laudit, lindagine interna iniziata negli uffici dellurbanistica di Palazzo Marino che, almeno per i prossimi tre mesi, ospiteranno gli 007 del sindaco: una squadra di tre ispettori che dovranno capire se ci siano state responsabilità e, allo stesso tempo, verificare quali siano i punti deboli della macchina in modo da cambiare e chiudere le falle. Si partirà da quella palazzina di via Broglio per cui Pennisi aveva chiesto una tangente. E si continuerà con tutte le pratiche di edilizia privata simili. Permessi di costruire, allo sportello unico comunale, dal 2006 a oggi ne saranno arrivati oltre 500: una goccia in uffici che, ogni anno, affrontano 15mila pratiche di ogni genere. Non tutte le carte, però, vengono spedite in commissione consiliare: sui banchi di maggioranza e opposizione, da quando Pennisi è stato eletto presidente fino alla mazzetta, ne sono passate una trentina, ovvero soltanto quelle che avevano ricevuto un parere negativo dai Consigli di zona. "Sì" o "no" politici che, in ogni caso, non sono vincolanti. Ed è proprio questo passaggio, che allunga ancora di più i tempi dellapprovazione delle pratiche e, come nel caso dellex presidente della commissione ha portato a contatti illeciti con un costruttore, il primo meccanismo che potrebbe essere cambiato. Per evitare future "tentazioni" alla politica.