Apprendiamo dal Tirreno da un articolo a firma M. Lardara, del cambio di destinazione d'uso, approvato in commissione urbanistica del Comune di Prato, di Villa Santa Cristina. Purtroppo non conosciamo il progetto, e non possiamo pertanto esprimerci nei dettagli dello stesso. Certo è che il parco della villa è centenario e deve essere sottoposto immediatamente a vincolo dalla Soprintendenza, qualora non lo sia già, in quanto lo prescrive la legge ed è un bene censito e ritenuto interessante e di rilievo dalla Pubblica Amministrazione. E' auspicabile che sia trovata una forma che per il futuro lo renda liberamente fruibile ai pratesi. Quello che sicuramente sappiamo è che si tratta di una operazione di frazionamento in più unità immobiliari di un bene posto sotto tutela dalla Soprintendenza ai B.A. e che questo frazionamento comporterà la perdita di un bene assai caro ai pratesi che non potranno più sperare in futuro di usufruirne. Notiamo inoltre con dispiacere come l'imprenditoria locale persista nella logica dell'investimento in rendita immobiliare e persista nel depredare il territorio e non a produrre anche un ritorno di ricchezza collettiva, sia economica che culturale non investendo in progetti imprenditoriali che mantengano l'unicità della proprietà dell'immobile (pensiamo ad attività legate al turismo, beauty farm e similia)