IN NOME del Lido accade di tutto in Sala Rossa, dentro e fuori la maggioranza, e specialmente tra Pd e Idv; ma se la posta in gioco, più che la variante urbanistica che dia il via libera al restyling del complesso balneare e di un pezzo di corso Italia, risulta essere il proscenio della campagna elettorale, Marta Vincenzi butta la palla in corner: la deliberà si voterà ad aprile. Quindi, dopo le elezioni. «Io non ho fretta, però non desisto - dice la sindaco replicando ad una raffica di interventi, litigi, parole grosse da ogni parte - Entro marzo facciamo tutte le commissioni che volete, ma ad aprile chiudiamo. Questa del Lido, come la variantona ed il Puc sono lo strumento del cambiamento; sul tema specifico ci si dividerà in nome dell' idea di città e non di altro...» Nel confronto tra Pd e Idv più che il fioretto si usa la spranga, le irritazioni personali sono talmente forti e il battibecco tra i due capigruppo - Marylin Fusco e Marcello Danovaro - talmente serrato da far sorgere il dubbio dove sia finita la maggioranza. Gli animi dipietristi, peraltro, si riscaldano immediatamente dopo l' intervento della Vincenzi, in doppia veste di sindaco e assessore all' urbanistica, che spiega sì le modifiche apportate - niente case «che sarebbero state troppo elitarie», niente albergo «perché non ce n' erano le condizioni» - ma attacca le "paure demagogiche" di chi «racconta fole, non sa di cosa parla o non ha letto la delibera». A questo, rincara, vadano aggiunti il clima elettorale e la Sala Rossa trasformata in una sorta di «prateria in cui si inseriscono le peggiori sciocchezze per dire che non va bene niente», mentre il dibattito dovrebbe essere puntato "sulla luna e non sul dito". Non li cita, ma è tutto - o quasi. - per Italia dei valori. E infatti Marylin Fusco attacca: «non siamo cavalli in una prateria ma teste pensanti che possono anche avere idee diverse pur stando in maggioranza». E se l' architetto Maurizio Sinigaglia di Urban Lab, spiegando la delibera precisa che "non dà divieti ma regole", la Fusco ribalta l' idea: vuole divieti, in primo luogo quello di trasformare in qualsiasi momento le cabine in abitazioni; di attaccarvi luce, gas e acqua per soprappiù, oltre a chiedere che il progetto venga corredato dalla credibilità economica dei proponenti. Nel ribattere duramente, Danovaro tira fuori la frase chiave: «Dite se ci volete stare oppure no». Riprende la parola Nicolò Scialfa per Idv, e chiarisce: «Noi in maggioranza non solo ci siamo e ci stiamo, ma tutti dobbiamo starci ancora meglio». Del Lido, è chiaro, si parla ben poco. Manuela Cappello, ex Idv, lancia la proposta: tornare in commissione, con risposte tecniche, magari per iscritto, ai molti dubbi espressi anche dall' opposizione. La Vincenzi concorda: quante spiegazioni volete, ma non si parli più di altro. E alla Fusco augura l' elezione in Regione; e da lì seguire con attenzione l' importanza di questo tipo di progettazione urbanistica. - DONATELLA ALFONSO
LIGURIA - Il Lido slitta ancora, Tursi voterà dopo le elezioni
La Sala Rossa del Lido è in discussione per la deliberazione sulla variante urbanistica del complesso balneare e di un pezzo di corso Italia. La sindaco Marta Vincenzi sostiene che la deliberazione si voterà ad aprile e che entro marzo si faranno tutte le commissioni. Il tema è molto caldo tra Pd e Idv, con litigi e irritazioni personali. La Vincenzi attacca le "paure demagogiche" di chi critica il progetto, mentre Marylin Fusco di Idv attacca la Vincenzi per aver "distratto" il dibattito. L'architetto Maurizio Sinigaglia spiega che la delibera non dà divieti ma regole, ma Fusco vuole divieti.
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