Lo sapevate che esiste una spugnetta biodegradabile che può essere inserita nel corpo umano per guarire lesioni di tessuti e cartilagini? E che la plastica se bruciata in un modo particolare non è dannosa ma fornisce energia e carbone attivo ecologico? E che un catamarano asimmetrico va più veloce e consuma di meno? Anche se non ne avete mai sentito parlare, non sono invenzioni fantascientifiche ma il frutto del lavoro dei ricercatori palermitani, assemblato in un volume in distribuzione da oggi dal titolo "Centocinquanta idee di successo". Il testo, curato da Laura Anello con la collaborazione di Alessandra Turrisi, Laura Grimaldi e Giuseppina Varsalona, è edito dallUniversità di Palermo e raccoglie appunto centocinquanta progetti innovativi che hanno visto la luce nei vari dipartimenti dellAteneo e che hanno vinto premi, sono stati brevettati o hanno comunque trovato unapplicazione pratica. La pubblicazione, un volumetto di facile consultazione e trattato con un linguaggio accessibile anche ai non addetti ai lavori, è divisa in sette aree: salute e biotecnologie, ambiente e territorio, sviluppo eco-sostenibile, agro-alimentare, tecnologie industriali, scienze umane e sociali, beni culturali. In ciascuna area si possono trovare non solo le invenzioni più utili che faranno presto parte del nostro futuro, ma anche gli studi più bizzarri e divertenti: come quello sul fondaco, luogo di scambio e di creazione di una musica comune per i mercanti che vi si fermavano a riposare sia in Sicilia che in Nord Africa. O come lo studio che ha appurato con interviste e studi statistici che in Cosa Nostra le donne hanno lo stesso peso criminale degli uomini e non sono sottoposte. O ancora che i familiari dei mafiosi sono spesso in cura da uno specialista per disturbi della personalità, depressione, bulimia e ansia. In fondo alla scheda di ogni progetto infatti è indicato il dipartimento di riferimento, lo staff di ricerca e anche da dove è arrivato il finanziamento per la ricerca: molti hanno usufruito dei fondi ministeriali per i "Prin", Progetti di rilevante interesse nazionale. Palermo nel 2009 è risultata nona nellaffidamento di questi fondi e ha contato circa cento progetti nazionali finanziati dal ministero dellUniversità, 27 come capogruppo della ricerca, gli altri come partecipanti a progetti di altri. «Abbiamo raddoppiato la partecipazione rispetto allanno precedente - dice Roberto Lagalla, rettore - e questo mi fa ben sperare per il futuro. Anzitutto perché attingeremo a finanziamenti diretti del Ministero, e poi perché questi risultati valgono come parametro per i finanziamenti ordinari. Grazie alla riforma organizzativa interna dei dipartimenti dopo due anni di blocco dovuto a difficoltà finanziarie, nel bilancio 2010, che si approverà a fine marzo, torneranno i fondi dAteneo per la ricerca, comunemente chiamati "ex 60 per cento": 2 milioni e 300 mila sul 2010 e altrettanti nel 2011». E per parlare di fondi per la ricerca e di gestione in generale dellUniversità per oggi è in programma una conferenza generale di Ateneo, incontro che sostituisce per la prima volta la cerimonia di inaugurazione dellanno accademico.
PALERMO - Scoperte, studi e ricerche in vetrina lAteneo "premia" 150 idee nuove
Un volume intitolato "Centocinquanta idee di successo" è stato pubblicato dall'Università di Palermo. Il testo raccoglie centocinquanta progetti innovativi che hanno visto la luce nei vari dipartimenti dell'Ateneo e che hanno vinto premi, sono stati brevettati o hanno trovato un'applicazione pratica. Il volume è diviso in sette aree: salute e biotecnologie, ambiente e territorio, sviluppo eco-sostenibile, agro-alimentare, tecnologie industriali, scienze umane e sociali, beni culturali.
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