È il primo edificio detà arcaica trovato con le pareti ancora intatte. Resta da recuperare gran parte della città Dopo che il "Superbo" fu detronizzato la costruzione venne tumulata. Per questo è arrivata intatta fino a noi Gli "amabili resti" a Gabii sono gli scheletri di cinque bambini sepolti nelle olle che sono state trovate sotto il pavimento della reggia appena scoperta in cima allacropoli della città sulla Prenestina. Quei piccoli non furono vittime di violenza, come accade alla protagonista del romanzo di Alice Sebold, o di riti sacrificali. Le loro sepolture infantili servirono anzi a propiziare la costruzione e la lunga vita di un edificio che era la residenza dei Tarquini nella città a 20 chilometri da Roma. Ne sono convinti Stefano Musco e Marco Fabbri, gli archeologi della Soprintendenza di Roma e delluniversità di Tor Vergata responsabili dello scavo. I piccoli angeli custodi della dimora di fine VI secolo a. C. non riuscirono a proteggere la casa dal declino della monarchia. Detronizzato Tarquinio il superbo e ucciso suo figlio Sesto, le tre stanze di Gabii vennero infatti tumulate. Il tetto e le decorazioni asportate. Gli spazi riempiti di gigantesche pietre. Una damnatio memoriae che ha permesso ai tre ambienti - «avevano funzione di rappresentanza oppure erano destinati a riti sacri», ipotizza Musco - di arrivare intatti fino a noi: con le loro monumentali pareti, con i lacerti di intonaco e con il frammento di un fregio in cui sono rappresentati il Minotauro e i felini: la saga di Teseo liberatore di Creta e fondatore di Atene impiegata da Servio Tullio nella reggia di Roma. «È la prova che anche la dimora di Gabii è regale. Nessun edificio detà arcaica in Italia si è conservato con i muri di due metri, è una cosa eccezionale perché di solito gli alzati superstiti sono di pochi centimetri», sottolinea il professor Fabbri. Attorniato dai suoi studenti, larcheologo si guarda intorno: rovine e prati a perdita docchio. «Sono sicuro che il tetto, certamente ornato di statue e fregi, deve essere sepolto non lontano da qui. E ci sono certamente altri ambienti del palazzo da portare alla luce». A guardarsi intorno, nei 70 ettari acquisiti dal Demanio nel 1987, cè anche il sottosegretario ai Beni culturali Francesco Giro: «Sono venuto per ribadire limpegno del governo nella salvaguardia dellintegrità dellAgro romano e nella difesa di questo straordinario territorio dallattacco dei piccoli e dei grandi abusi edilizi». In avanti guarda il soprintendente Angelo Bottini, anche se il 5 marzo andrà in pensione dopo cinque anni di regno a Roma. Larcheologo si augura che a Gabii si possa continuare a scavare. Per portare alla luce i due terzi della città ancora sepolta ci vogliono molto più dei 60mila euro rimasti (altrettanti sono quelli che sono stati spesi). E lincontro di ieri con Francesco Giro sullo scavo della straordinaria scoperta è servito a Bottini, tra laltro, a sollecitare un maggiore impegno economico da parte del ministero. Ma anche ad annunciare «un accordo con il Louvre per ricontestualizzare i reperti di epoca imperiale, oggi ospitati nel museo parigino, che provengono dalla zona»: prestiti per mostre che riportino a Roma le statue prelevate nel 1797 dai Borghese nella piazza di Gabii imperiale e poi vendute alla Francia.
Scoperta a Gabii la reggia dei Tarquini Cinque scheletri di bambini sotto le mura
Gli archeologi hanno scoperto il primo edificio detà arcaica trovato con le pareti ancora intatte. La costruzione, che risale al VI secolo a.C., era la residenza dei Tarquini a Gabii, a 20 chilometri da Roma. La scoperta è stata possibile grazie alla "damnatio memoriae" che ha permesso di conservare le tre stanze della reggia. Gli scheletri di cinque bambini sepolti nelle olle sono stati trovati sotto il pavimento della reggia. I bambini non furono vittime di violenza, ma le loro sepolture infantili servirono a propiziare la costruzione e la lunga vita dell'edificio.
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