Il sovrintendente dei Beni archeologici di Roma, Angelo Bottini Il sovrintendente dei Beni archeologici di Roma, Angelo Bottini Roma, 24 feb. - (Adnkronos) - Da cinque anni a capo della Sovrintendenza archeologica di Roma, Angelo Bottini lascia il suo incarico dal prossimo 5 marzo per andare in pensione. Sarebbe rimasto volentieri al suo posto a completare i suoi progetti, primo fra tutti il recupero del Palatino, ma la cosiddetta legge Brunetta che fissa a sessanta anni il limite di eta' per i funzionari pubblici glielo impedisce. "Una legge che manda in pensione una generazione di dirigenti - spiega Bottini all'ADNKRONOS-. Mi chiedo perche' il ministero dei Beni culturali abbia deciso questa falcidia approfittando di questa legge che comunque non obbliga nessuna amministrazione ad applicarla. Pare poco chiara la motivazione che contraddice la tendenza a mantenere in servizio le persone. Non riesco a comprendere la logica sottesa da questo provvedimento" Molti funzionari hanno fatto ricorso. "Io no -aggiunge il sovrintendente- perche' credo che se il ministero ha deciso di mandarmi in pensione avra' anche deciso di potere fare a meno di me". A Roma dal 2005 quando sostitui' La Regina, Bottini rivendica il commissariamento dell'area archeologica centrale, una decisione che fece discutere politici e non. Ma lui e' convinto che senza il commissariamento non si sarebbero raggiunti i risultati ottenuti. "Lo Stato -prosegue- ha dato finanziamenti significativi sempre in situazioni di emergenza senza mai assicurare continuita'. Dopo il Giubileo, ad esempio, ci fu una stasi. Questo ha determinato una situazione precaria di tutta l'area archeologica. Sul Palatino il crollo di un muro fu il primo campanello d'allarme che c'era bisogno di una ripresa dell'attivita' di recupero. La sovrintendenza, che nel frattempo era diventata 'speciale', lo era solo sulla carta. Quindi si e' reso necessario il commissariamento dell'area archelogica di Roma sull'esempio di quanto gia' fatto per la Domus Aurea con l'ingegnere Luciano Marchetti commissario. Ci sembrava l'unico modo per attirare fondi sull'area centrale. Insomma un meccanismo che funzionasse da acceleratore per attirare finanziamenti. E infatti, al commissario sono stati assegnati i fondi per Roma Capitale che erano gia' stati assegnati alla sovrintendenza ma che praticamente non erano mai stati erogati". "I progetti del commissario sono stati comunque realizzati dalla sovrintendenza, frutto della collaborazione tra il commissario e gli uffici della sovrintendenza - sottolinea Bottini - a dimostrazione che queste strutture che oggi sono nell'occhio del ciclone si rimodellano, si adeguano alle situazioni. Non esiste un modello standard di interventi. Noi non abbiamo mai letto il commissario come una identita' diversa e in qualche modo contrapposta". Il commissariamento dell'area archeologica di Roma porta il nome di Roberto Cecchi, che da marzo prendera' il posto di Proietti, attuale direttore generale del ministero dei Beni culturali che in questo giro di poltrone andra' in pensione e sostituira', da esterno, Angelo Bottini. Prima di Cecchi il commissario era Bertolaso, che lascio' per occuparsi dell'Abruzzo. "Noi non abbiamo mai letto il commissario come una identita' diversa e in qualche modo contrapposta", ribadisce Bottini fautore dell'unione delle due sovintendenze archeologiche, quella di Roma e di Ostia, secondo il quale le riforme che hanno riguardato il ministero si sono occupate troppo degli uffici centrali e poco di quelli periferici. "La macchina amministrativa avrebbe bisogno di essere ripensata come tutte le sovrintendenze", afferma. "Soprattutto -sostiene il sovrintendente- in vista di questa nuova funzione del ministero cioe' la gestione del bene culturale non solo sul piano della tutela, fruizione ma anche della valorizzazione rendendolo profittevole". Ma cosa lascia Bottini al suo successore ancora da completare? "Una quantita' sterminata di cose. In una realta' come quella romana -spiega- non si puo' mai mettere un punto". Intanto si gode qualche successo: "Tra i risultati portati a casa certamente l'aver riportato il Foro sotto il controllo dell'area centrale. Fino al 2008 era aperto, si entrava senza biglietto. Abbiamo completato l'acquisizione di Palazzo Altemps; abbiamo impegnato molte risorse sul recupero delle Terme di Diocleziano di cui abbiamo iniziato il restauro come monumento e come museo perche' anche alle Terme ci siano spazi di esposizione adeguati; abbiamo fatto mostre espositive, circa venti, al Colosseo e in altre sedi ma tutte con grande successo di pubblico; siamo diventati luogo dove vengono presentate le opere che tornano dall'estero". Il 10 marzo, infatti, saranno esposti gli argenti di Morgantina restituiti dal Metropolitan Museum di New York. Ma cio' che avrebbe voluto completare Angelo Bottini e' il recupero del Palatino e la conseguente riapertura di altre domus. A lui si deve la riapertura della Casa di Augusto e la scoperta di quella che viene definita la 'sala da pranzo' di Nerone. Ma chissa' che non lo faccia da esterno visto che lasciato il ministero, come lui stesso afferma, "continuero' a fare l'archeologo".
Roma, Bottini: "Lascio la Sovrintendenza ma continuerò a fare l'archeologo"
Il sovrintendente dei Beni archeologici di Roma, Angelo Bottini, lascia il suo incarico il prossimo 5 marzo per andare in pensione. La sua partenza è dovuta alla legge Brunetta, che fissa a sessanta anni il limite di età per i funzionari pubblici. Bottini rivendica il commissariamento dell'area archeologica centrale, una decisione che fece discutere politici e non. Secondo lui, lo Stato ha dato finanziamenti significativi senza mai assicurare continuità, determinando una situazione precaria di tutta l'area archeologica. Il commissariamento dell'area archeologica di Roma è stato un meccanismo per attirare fondi sull'area centrale.
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