Stanno pur arrivare "cento «angeli custodi» degli Uffìzi. Sfruttando la possibilità data dalla Finanziaria, il soprintendente Antonio Paolucci ha scritto alla cooperativa che ha siglato la convenzione con il ministero attraverso la società Consip chiedendo la fornitura di un global service che prevede gli interventi di manutenzione sia agli impianti che quelli relativi agli aspetti edilizi, quelli sul sistema anticendio e sugli ascensori, i servizi di pulita, compresa la disinfestazione, quelli di reception e quelli di sorveglianza notturna dalle 24 alle 8. Il global service permetterà di risparmiare e di razionaiizzare sulle spese per manutenzione e sorveglianza, di affidare tutti i compiti ad un unico soggetto, di porre un qualche rimedio al problema della sorveglianza notturna al loggiato, da tempo sede di balordi e di bivacchi vari, anche se i guardiani non saranno armati. Paolucci ha chiesto alla cooperativa di preparare un piano dettagliato che parta dal primo aprile e di fissare al più presto un incontro con i dirigenti della cooperativa che ha sede in provincia di Bologna per definire ogni aspetto organizzativo. L'iniziativa del soprintendete non è però piaciuta ai sindacati autonomi del settore. «Il soprintendente ha detto che c'è solo un 'altra settimana di tempo per decidere sull'affidamento del global service del Polo museale fiorentino - spiega la Flp-Usae -. Stamane (ieri, ndr) nel corso di un incontro con il soprintendente, l'ex ministro dei Beni Culturali, nell'illustrare la richiesta preliminare di fornitura di servizi di gestione integrata globale, ha dato l'ultimatum ai sindacati per presentare proposte alternative limitate al solo servizio di guardia. L'iniziativa di Paolucci è però in contraddizione con ogni forma di professionalizzazione della categoria». «Da un lato il Ministero ha avviato la formazione e la riqualificazione per oltre 10.000 lavoratori dei Beni Culturali (di cui quasi il 50 custodi) dall'altra si vuole arruolare persone da una cooperativa per vigilare sui capolavori degli Uffizi e della Galleria dell'Accademia», sottolinea la segreteria provinciale del Flp-Usae. I sindacati spiegano che forse sarebbe meglio sistemare i lavoratori precari, piuttosto che cercare dipendenti altrove, ma i dirigenti della cooperativa che ha la concessione con il ministero spiegano che i due problemi sono diversi. «La sistemazione dei custodi precari non ha niente a che vedere con il global service ed anzi dato che la richiesta è di cento addetti e che noi non abbiamo una base in Toscana per molti si tratterà di una nuova opportunità di assunzione». Nessuna polemica ha motivo di esistere quindi per la cooperativa chiamata in causa da Paolucci e la settimana prossima sapremo come si cliiuderà la vicenda.