Napoli generalmente la cultura, la sua circolazione e comunicazione sono in prevalenza identificati con alcuni luoghi istituzionali, fissi, quasi templi sacri in cui spesso gli stessi personaggi officiano gli stessi riti. E, naturalmente, il livello di coinvolgimento è quasi sempre basso. Quell' autoreferenzialità che viene imputata alla politica, al suo linguaggio, alla sua distanza dai cittadini potrebbe tranquillamente essere estesa anche alla produzione e circolazione culturale. Poi, come d' incanto, ci si accorge che, uscendo dai soliti circuiti, dai luoghi deputati, adottando formule diverse e coinvolgendo interlocutori non abituali, si riesce a realizzare la partecipazione di migliaia di persone: è successo all' Auditorium della Rai per le dieci lezioni sulla storia di Napoli. Quello che manca nella nostra città è soprattutto l' iniziativa culturale di quartiere. Un esperimento in questa direzione parte oggi, alle ore 17, e con cadenza settimanale si riproporrà fino giugno. Esso si svolge nel quartiere di Montesanto. Le location sono particolarmente suggestive: il secentesco salone delle conferenze della chiesa di San Giuseppe a Pontecorvo, il rinnovato teatro dell' istituto "Margherita di Savoia", le sale del museo "Hermann Nitsch". Si tratta di un ciclo di conferenze con dibattito dedicate ad energia, ambiente e salute. Quella di oggi è tenuta da Guido Barone della "Federico II", ed è dedicata a clima e ambiente. Si discuterà dei differenti fattori climatici - fattori astronomici, attività solare, variazioni dell' effetto serra di natura antropica - che hanno influenzato il clima terrestre nell' ultimo milione di anni: un tema di bruciante attualità dopo l' incontro di Copenhagen. Seguiranno altre conferenze sulle energie alternative - fotovoltaico, pile a combustibile, solare termodinamico, l' eolico e il geotermico - (Barone); sulla storia della salute e della medicina a Napoli nell' Ottocento (Gabriella Botti); sul tramonto del petrolio e l' avvento dell' economia dell' idrogeno (Mario Fantasia); sull' inquinamento delle acque nella storia e nell' attualità come causa di grandi epidemie e malattie cronico-degenerative (Francesco Aliberti); sul nucleare come scelta antieconomica e pericolosa per le generazioni presenti e future (Giulietto Chiesa e Guido Cosenza); sulla necessità della transizione ad un diverso modello di sviluppo (Guido Cosenza); sullo smaltimento dei rifiuti urbani come risorsa (Marco Guida); su ambiente, urbanizzazione e salute (Luciano Ferrara); sul rischio amianto all' Eternit di Bagnoli (Massimo Menegozzo); sui rapporti tra memoria, cervello e storia (Aurelio Musi). Il progetto è ambizioso: presentare in prospettiva storica e attuale temi di alto valore scientifico che incrociano la nostra vita quotidiana e che, a partire dal loro impatto sulla realtà metropolitana di Napoli, consentono ai cittadini di informarsi sui più recenti orientamenti della ricerca internazionale e, al tempo stesso, di dotarsi degli strumenti conoscitivi per essere in grado di poter accogliere o criticamente rifiutare le decisioni politiche su energia, ambiente e salute. Insomma un tentativo di coniugare divulgazione scientifica e partecipazione politica critica. Il quartiere a cui si rivolge l' iniziativa è difficile, complesso. Forse come in un microcosmo riproduce meglio di altri la realtà metropolitana. Il radicamento di ceti popolari convive oggi con comunità multietniche che stanno sensibilmente cambiando le stesse stratificazioni e la composizione demografica del quartiere e che sembrano aver trovato un relativo equilibrio in un modello di coesistenza che, almeno per ora, non ha ricevuto ancora scosse traumatiche. Attività microcriminali coesistono con una rete ancora diffusa di attività artigianali e commerciali che continuano a fare della Pignasecca un cuore pulsante della città. Un certo "caos calmo", per così dire, caratterizza la vita quotidiana del quartiere. Metro, Cumana e Funicolare scaricano decine di migliaia di persone ogni giorno che, in assenza di adeguati controlli di ordine pubblico in uno snodo cruciale, riescono ad attraversare faticosamente la breve arteria principale del quartiere, larga non più di cinque metri, ulteriormente ridotta dalle bancarelle degli ambulanti e dalle auto in circolazione e in sosta vietata. Insomma, un vero miracolo napoletano. In tale contesto si annuncia il ciclo di conferenze: una scommessa che va sicuramente incoraggiata. L' iniziativa è organizzata dal "Forum Tarsia La Città Possibile", la fondazione Morra, la II municipalità del Comune di Napoli, il Gruppo Archeologico Napoletano, gli Amici di Città della Scienza, l' istituto "Margherita di Savoia" la Mostra permanente per l' educazione scientifica, promossa dalla Società italiana di fisica, che pubblicherà i testi delle conferenze e dei relativi dibattiti.
NAPOLI - quando la cultura è autoreferenziale
Un ciclo di conferenze sulla cultura, l'energia, l'ambiente e la salute si svolgerà nel quartiere di Montesanto a Napoli. L'evento, organizzato dal "Forum Tarsia La Città Possibile", la fondazione Morra, la II municipalità del Comune di Napoli e altri enti, si svolgerà con cadenza settimanale fino a giugno. Le conferenze saranno tenute da esperti e saranno seguite da dibattiti. L'evento si concentra sulla partecipazione di cittadini e sulla divulgazione scientifica. Il quartiere di Montesanto è un luogo difficile e complesso, con una miscela di attività economiche e sociali. L'evento è una scommessa che va incoraggiata.
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Bene culturale
Luogo