IL CANCRO delle consulenze esterne alla pubblica amministrazione. La corruzione dei pubblici uffici. L' allarme mafia soprattutto tra i "colletti bianchi". All' inaugurazione di ieri dell' anno giudiziario alla Corte dei Conti, presidente e procuratore generale non sono andati tanto per il sottile. Anche se è «troppo presto per parlare di una nuova Tangentopoli», ha detto il presidente della Corte dei Conti, Salvatore Nottola, «certo i molti episodi di corruzione fanno pensare: io credo però che il vero cancro per la pubblica amministrazione siano le consulenze esterne: la metà delle spese del bilancio dello Stato è da attribuirsi ad attività che spesso, se non sempre, potrebbero essere svolte all' interno». Per i procedimenti in corso, tantissime le truffe ai danni del Servizio sanitario nazionale trattate dalla Corte dei Conti, come quell' emorragia da 100 milioni di euro per finte prestazioni rubati da una struttura ospedaliera convenzionata nel periodo 2004-2008. Anche la Asl RmC è stata vittima di truffe: otto milioni di euro è l' ipotesi di danno alle casse per false transazioni stipulate per chiudere crediti inesistenti. Una citazione è stata poi proposta nei confronti dei componenti della commissione di collaudo delle sale operatorie dell' Ospedale Santo Spirito ristrutturate con i fondi del Giubileo: la Corte dei Conti ha riconosciuto un addebito a favore della Asl RmE di quasi 600 mila euro. Cinquecentomila euro è quanto hanno invece fatto perdere allo Stato alcuni funzionari del Comune di Roma: riconoscevano illecitamente la cittadinanza italiana e rilasciavano documenti di identità in favore di cittadini stranieri. Anche il ministero per i Beni e le attività culturali è oggetto di accertamenti per un presunto danno erariale per l' acquisto di un crocefisso "attribuibile"a Michelangelo. Perplessità ha sollevato - oltre al dubbio di tutti gli esperti sull' attribuzione - anche il fatto che il prezzo pattuito, tre milioni e 250 mila euro, è molto distante dai 18 milioni di euro che i proprietari avevano in un primo tempo richiesto. Tra le sentenze di condanna registrate dalla Corte dei Conti nel corso del 2009, quella nei confronti dell' ex ministro della Sanità Francesco De Lorenzo per la mega truffa dei farmaci. Quella nei confronti dell' ex presidente della provincia di Roma Silvano Moffa e di collaboratori vari per il danno subito dalla provincia che pagò un prezzo esorbitante per la sala stampa realizzata dall' Agenzia Giubileo (peraltro, si legge nella sentenza, mai utilizzata). La condanna di Renato Guarini, allora rettore dell' università La Sapienza, per aver attribuito a Ubaldo Montaguti, direttore generale dell' azienda policlinico Umberto I, un compenso annuo lordo pari a 207 mila euro, oltre ad un' indennità del 30 per cento, importi decisamente superiori a quelli stabiliti dalla legge. E, infine, la condanna di un altro ex rettore, questa volta dell' università Tor Vergata, Alessando Finazzi Agrò, per «aver autorizzato per un triennio l' erogazione di compensi superiori a quelli dovuti a favore del direttore generale dell' Azienda Policlinico Tor Vergata dott. Bollero». -