Repubblica 25 febbraio 2010 pagina 1 sezione: TORINO La realizzazione del sospirato Polo Reale, il trasloco della Galleria Sabauda, una Biennale di scultura a Racconigi, la Festa della primavera il 21 marzo, tante mostre, una collaborazione più stretta con Milano in una sorta di "MiTo" dell' arte e anche un progetto con la città per i graffiti che dilagano sui muri delle case. Sono le idee nel cassetto di Mario Turetta, da pochi giorni tornato a Palazzo Chiablese nella veste di direttore regionale dei Beni culturali. Un ritorno gradito, «perché il mio cuore batte in questa città». Cinque lustri 'ministeriali' Repubblica 25 febbraio 2010 pagina 15 sezione: TORINO NATO ad Alpignano nel 1958, laureato in sociologia, sposato e padre di due figli, Mario Turetta opera da oltre 25 anni in ambito ministeriale. Ex segretario della Fondazione Rosselli (dove ha collaborato con Giuliano Amato e Giuliano Urbani), dal 1994 ha lavorato per la Presidenza del Consiglio e per i ministeri del Lavoro e del Tesoro. Divenuto dirigente del ministero per i Beni culturali nel 2002, nel 2004 è stato nominato una prima volta Direttore generale dei beni culturali del Piemonte, per poi tornare a Roma nel 2007 e, alla fine del 2008, essere designato con lo stesso incarico per la Regione Lombardia. Dopo il pensionamento di Liliana Pittarello, la sua nomina in sostituzione della collega lo riporta ora nuovamente in piazza San Giovanni, ai vertici dei beni culturali subalpini. SUPERMARIO TURETTA,100 IDEE PER UN RITORNO Repubblica 25 febbraio 2010 pagina 15 sezione: TORINO «AVREI dovuto rimanere fino al prossimo anno alla direzione regionale della Lombardia, dove tra l' altro si progettava l' Expo 2015. Poi dal Ministero mi hanno proposto di occupare il posto lasciato libero qui da Liliana Pittarello, che è andata in pensione. Ci ho pensato un po' ma, siccome il cuore batte per questa città, ho deciso di tornare». Mario Turetta ha ripreso da alcuni giorni la guida di Palazzo Chiablese, quartiere generale dei beni culturali piemontesi. Qui era già stato come numero uno dal 2004 al 2007. Direttore Turetta, come ha trovato Torino, a qualche anno di distanza? «Guardi, noto che continua a rappresentarsi bene con tutti suoi musei, ora anche quello di Arte Orientale, il Mao. Per l' Ostensione della Sindone ci saranno eventi e mostre, ne inaugureremo una sul tema del sacro a Palazzo Reale il 16 aprile, tra dipinti, paramenti e reliquie. Certo, ho sentito tanto parlare della riduzione di fondi, e i dati vanno in quella direzione, ma in linea con il resto d' Italia. Nessuno vuole arrendersi però, siamo tutti battaglieri. E mi auguro che le fondazioni bancarie continuino ad aiutarci». Nessun cambiamento che l' abbia colpita in modo particolare? «A dire il vero ho notato un discreto aumento dei graffiti e su questo vorrei aprire un discorso con la città. Ma d' altronde un confronto con questa amministrazione non si è mai chiuso». In che senso? «A Milano ho continuato a credere a Mito, non solo per la musica, ma anche per l' arte contemporanea, portando il ministero nell' iniziativa "Contemporary", che prevedeva scambi tra le due città. A marzo, in occasione di Miart, ci sarà a Palazzo Litta, sede della soprintendenza lombarda, una mostra sull' artista torinese Luigi Stoisa. Ho creato contatti anche con il Consorzio della Villa Reale di Monza e con il suo direttore Pietro Petraroja, si allestiranno mostre in comune con Venaria. È un rapporto che proseguirà, ci credo molto anche perché ora con l' Alta velocità la distanza siè proprio accorciata». Quando ha lasciato Torino, tra i progetti in sospeso c' era il Polo Reale. A che punto l' ha trovato? «Guardi, adesso uno dei punti nevralgici è il trasferimento della Sabauda nella Manica nuova di Palazzo Reale. Il ministero ha appena stanziato 8 milioni di euro, confido che la Compagnia di San Paolo ci aiuti a completare i lavori, incontrerò a breve il presidente Angelo Benessia. La Compagnia ha comunque già finanziato il recupero dello spazio al piano terreno di Palazzo Chiablese, che durante l' Ostensione fungerà da penitenzieria e in seguito sarà spazio espositivo e quindi centro per i servizi di accoglienza del Polo Reale e punto di informazione per i musei, ma anche per le residenze sabaude». Ha nuovi progetti per le regge? «Sono arrivato da troppo poco tempo per risponderle, ma due idee già ci sono. La prima riguarda la Biennale di scultura che nascerà nel parco del Castello di Racconigi: la prima edizione a cura di Riccardo Cordero prenderà il via il prossimo giugno, chiederò al ministero di diventare partner. L' altra è la festa di primavera, che avrà luogo il 21 marzo, come già tre anni fa, a Palazzo Chiablese. Ci saranno visite guidate nell' edificio, un concerto in collaborazione con Italia 150 e alcuni tableaux vivants». Lei si aspettava tempi più brevi per il restauro della Cappella della Sindone, aveva previsto da direttore l' apertura per quest' anno. Quali prospettive si intravedono ora? «Certo i tempi si sono allungati parecchio, anche per i ricorsi. Ma ora il Consiglio di Stato ha rigettato quello che riguardava l' ultimo bando per il recupero e i lavori possono riprendere. Entro un mese consegneremo il cantiere alla ditta che ha vinto e in primavera si partirà con il cantiere». Quali aspettative per il 2011? «Abbiamo in programma diverse mostre, la Regione inoltre ha messo insieme alcuni gruppi di lavoro per migliorare la funzionalità dei musei e garantire che tutti siano aperti in tempo. Compreso quello del Risorgimento: la settimana prossima incontrerò il presidente Umberto Levra. Il Comitato per le celebrazioni di Cavour ha promosso poi varie iniziative. Sono convinto che il centocinquantenario, come le Olimpiadi, sarà un grande successo per la città, perché conosco la capacità di lavorare e fare sistema dei torinesi e il loro entusiasmo». - MARINA PAGLIERI