Il no delle associazioni all'ulteriore proroga che causerà un ritardo nel raggiungimento degli obiettivi di sviluppo economico-sociale-ambientale 19 febbraio 2010 Il Senato rimanda al 1 gennaio 2011 la scadenza entro la quale, per i nuovi edifici, diventa obbligatoria l'installazione di impianti da energie rinnovabili per il rilascio del permesso di costruire, secondo i regolamenti edilizi. Lo slittamento è stato inserito nel maxiemendamento al Dl 1942009 (decreto "Milleproroghe") approvato dal Senato l'11 febbraio e ora all'esame della Camera per il via libera definitivo. Una vera e propria battuta d'arresto dovuta, forse, al fatto che i Comuni tardano a mettersi in regola. Negli ultimi anni, i comuni che si sono adeguati introducendo l'installazione di pannelli fotovoltaici e solari termici sono 406 su 557. La reazione di ben 16 associazioni ambientaliste e di categoria del settore delle rinnovabili (Aiel, Anest, Anev, Aper, Assolterm, Assosolare, Federpern, Fiper, Gifi, GreenPeace Italia, Gses, Ises Italia, Itabia, Kyoto Club, Legambiente e Wwf) non è tardata, ed esse in un comunicato congiunto dichiarano: "É nostra convinzione che l'ennesima proroga dell'obbligo per l'impiego delle fonti rinnovabili nella realizzazione dei nuovi edifici, introdotto con l'articolo 1, comma 289 della Finanziaria 2008, determinerà un sicuro e non giustificato elemento di ritardo per il raggiungimento degli obiettivi stabiliti dal pacchetto Energia-Clima al 2020 (17 dei consumi finali di energia coperti da fonti rinnovabili). Questo comporterà un grave danno al nostro Paese, non solo per le sanzioni cui dovremo fare fronte, ma in particolare per la battuta d'arresto inflitta a quelle forme di sviluppo economico-sociale sostenibili che il settore delle fonti rinnovabili e della green economy in generale sta perseguendo (al 2020: creazione di almeno 250.000 nuovi posti di lavoro diretti e indiretti nel settore, contributo all'incremento del PIL superiore all'1,5). Per questo, invitiamo i rappresentanti della Camera dei Deputati ad adoperarsi affinché nell'esame del Dl 1942009 "Milleproroghe" venga ripristinato il contenuto dell'articolo 1, comma 289 della Finanziaria 2008 a partire dall'1 gennaio 2010".