È questo l'annuncio del candidato del Popolo della Libertà, Antonio Di Brino, che raccoglie l'appello lanciato nei giorni scorsi dall'associazione Terzapagina. Dovrebbe trattarsi, in tal caso, di una sala polifunuzionale: l'ex cinema Adriatico oppure il palazzo Crema. «Sono convinto che Termoli - ha affermato Di Brino - per recuperare il suo ruolo centrale nel panorama regionale deve recuperare innanzitutto un desiderio di creare e fruire della cultura. Voglio creare in città istituzioni culturali, veri luoghi dove sia possibile fruire dell'arte, della musica, della letteratura, dove sia possibile confrontarsi ed arricchirsi». «Non possiamo dirci città universitaria - aggiunge Di Brino - se non siamo capaci di dotarci di istituzioni che sappiano con velocità recuperare in città «case» dove ospitare la cultura, i giovani e tutti i cittadini. Vogliamo una città con il comando della televisione impolverato, una città che possa far uscire le famiglie dalle proprie case». Il candidato del Pdl, Antonio Di Brino, sempre in una nota, ha parlato del progetto «100 ristoranti», con una filiera agricola corta, del museo del mare e di un programma degli eventi culturali da annunciare ogni 5 dicembre. Secondo Di Brino, sempre nell'ambito della cultura, si possono raggiungere due grandi obiettivi. Da un lato favorire la cultura e dall'altro recuperare edifici, ubicati in pieno centro ed ora totalmente abbandonati e nel degrado. Basso Antonio Di Brino ha dunque intenzione di creare «un sistema che possa divenire anche offerta turistica e che connoti Termoli per altre peculiarità che stimolino altre nicchie del mercato dei soggiorni e delle vacanze. Per questo vogliamo recuperare alla città strutture come l'antico Cinema Adriatico o Palazzo Crema. Luoghi abbandonati a se stessi dall'incuria e al degrado dalla burocrazia e dall'inerzia della passata amministrazione. In sintonia con le proprietà potranno divenire strutture polifunzionali, dove ospitare la biblioteca comunale, la mediateca, sala convegni, bar terrazzati, dove l'anima culturale della città troverà finalmente una casa dove vivere». G.C.