«Far salvi monumenti e aree archeologiche, ma soprattutto valorizzare, potenziare i caratteri della città: è questo l'obiettivo degli atti di tutela della soprintendenza, che solo il sindaco Rutelli prendeva come insulti personali». Così il soprintendente archeologico, Adriano La Regina, ha replicato ieri al leader della Margherita Francesco Rutelli. Martedì, infatti, in una intervista rilasciata a Fabrizio Terragni nel corso della festa della Margherita, l'ex sindaco di Roma lo aveva nuovamente tirato in ballo come «Signor No» e, in riferimento al suo prossimo congedo dopo 28 anni di servizio, aveva auspicato «una nuova soprintendenza, che non si distingua più per l'apposizione dei vincoli». «Vincolo ha un significato sgradevole - ha commentato il soprintendente, ormai a pochi giorni dalla pensione - preferisco parlare di riconoscimento dell'interesse archeologico, storico o artistico di un'area, perché questo significa invece richiamo a una potenzialità di valorizzazione, non un freno». La Regina ha colto anche qualche esempio concreto. «Penso ad esempio a piazza Celimontana, dove, davanti all'ospedale militare, 20 anni fa, c'erano due palazzi che sono stati demoliti, per farci un'operazione speculativa. Siamo intervenuti, perché la zona era delicatissima. Adesso, grazie al sindaco Veltroni è diventato un luogo bellissimo, un giardino tra l'altro sempre pieno di gente». Un altro esempio, minore, è quella piccola area di giardino e parcheggio che si trova di fronte al Monte dei Gocci, a Testacelo, intitolata a Domenico Pertica. «Anche lì -ha ricordato il soprintendente - fu opposto un vincolo, in un luogo in cui si voleva costruire un palazzo, che sarebbe stato deturpante nei confronti del Monte dei Gocci, devastante nei confronti dei resti che si trovano sottoterra». Secondo La Regina, spesso chi parla di «paralisi» di fronte a provvedimenti di tutela, vuole solo lasciare campo libero a interessi speculativi, come sarebbe stato per il comprensorio di Tor Marancia, dov'era previsto un insediamento enorme, a ridosso del Mausoleo di Cecilia Metella, oppure nell'area dell'ex aeroporto di Centocelle, dove c'era un programma edificatorio intensissi-mo, «che avrebbe sottratto qualsiasi possibilità di sviluppo a una zona che ha caratteri storici rilevantissimi a cominciare dal Mausoleo di Sant'Elena, che ora è stato restaurato ed è pronto per essere aperto al pubblico». «Rutelli ha messo in evidenza le divergenze: certo ci sono stati problemi e discussioni accese, ma anche risultati importanti -ha concluso tirando così le fila di un periodo tormentato - si è impostato il lavoro della metro C, con tutte le caratteristiche per evitare i problemi sorti nei tratti precedenti della metropolitana, e si è affrontata bene anche la questione dell'Auditorium, con il recupero e la valorizzazione dei resti della villa romana emersi durante la realizzazione dell'opera».
La Regina-Rutelli: La tutela del territorio era un insulto personale
Il soprintendente archeologico Adriano La Regina ha risposto a Francesco Rutelli, leader della Margherita, che lo aveva criticato per aver preso come insulti personali l'obiettivo di salvare i monumenti e le aree archeologiche. La Regina ha affermato che il suo obiettivo è valorizzare e potenziare i caratteri della città, non imporre vincoli. Ha citato esempi concreti, come la zona di piazza Celimontana, dove è stata demolita un'operazione speculativa e ora è un luogo bellissimo, e l'area di giardino e parcheggio di fronte al Monte dei Gocci, intitolata a Domenico Pertica.
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