È stato presentato alla Federico II un suggestivo progetto per il museo di domani: i turisti potranno navigare nelle dimore della città sepolta indossando un caschetto ipertecnologico Si viaggia attraverso un semplice computer: il "viaggiatore" viene rappresentato da un avatar Gioielli e arredi si potranno vedere come nella domus di duemila anni fa. E presto toccherà alla Casa dei Vetti, al teatro Grande e alla Casa del Poeta Tragico "Avatar" dà la sensazione di passare due ore in una foresta tropicale, dice chi ha visto il film. Ora vedremo Pompei più viva e con una tecnologia che permette limmersione totale nel mondo virtuale. Senza occhialini, ma indossando un caschetto che isola losservatore dal mondo circostante facendolo sentire come se fosse davvero sul posto. Non ci sarà bisogno di andare al cinema, basterà mettersi di fronte al computer di casa. I creativi di "Dot Mind in Motion" - dove "Dot" sta per "punto", in inglese - hanno dato alla luce una versione 3D della Casa del Fauno di Pompei che presenteranno oggi alle 14 alla facoltà di Architettura della Federico II, in via Forno Vecchio nellAula SL 3.2. Sei mesi di lavoro per realizzare il progetto in collaborazione con il Dipartimento di Matematica (professor Salvatore Sessa) della facoltà di Palazzo Gravina. Sono state usate solo tecnologie a basso costo, nello studio condiviso con altri professionisti e creativi in via Tommaso Caravita, in un vecchio palazzo di SantAnna dei Lombardi. Il leggero casco con visori e cuffia incorporata viene posato sulla testa e regolato, si impugna un comodo mouse wireless, e in base ai movimenti del capo la scena si sposta: guardiamo il soffitto a capriate di legno, le pareti dipinte, il pavimento a mosaico, passiamo in mezzo alle colonne. Un avatar ci "rappresenta" sullo schermo del computer, il nostro clone grafico in scala, che ci permette di non sbattere la testa contro le porte chiuse e altri ostacoli. Ma noi non ne abbiamo più bisogno, la visione avviene tramite i display oculari. Trasformati in strani esseri grazie a questo copricapo tecnologico e alla stereoscopia modello Blade Runner, ci spostiamo in un luogo immaginario eppure vivo, la Casa del Fauno. Una delle più lussuose dimore pompeiane ci si dispiega davanti con il suo tablinum, lo studio del padrone di casa, il giardino, il bronzetto del fauno danzante in mezzo allimpluvium, vasca principale per lacqua piovana, le pitture murarie in primo stile che nelle rovine degli Scavi oggi non si vedono più. "Dot Mind in Motion" ha aggiunto i reperti appartenenti alla domus pompeiana conservati altrove, per esempio al Museo archeologico di Napoli. Gioielli e arredi si possono rivedere nella collocazione originaria, e una scheda con bibliografia spiega la loro storia. Dovera e comera anche il celebre pavimento della Battaglia di Isso, tra Alessandro Magno e Dario III di Persia, tra i pezzi forti dellArcheologico: possiamo calpestarlo senza paura di rovinarlo grazie agli occhiali con microdisplay Oled (Organic Light-Emitting Diode). Quando si esce dal labirintico ufficio dei creativi, una lieve perdita dellorientamento è fisiologica. E persino lattempato ascensore appare dimprovviso "supertecno". Ma è unimpressione: la vecchia Napoli non agevola il lavoro di chi produce animazione avanzata e applicata alla comunicazione visiva. "Dot Mind in Motion" è una piccolissima azienda: produce educational, corti di animazione, spot e giochi interattivi, e tra i suoi clienti cè lArma dei carabinieri e il Giffoni Film Festival. Alle pareti numerosi premi e riconoscimenti, una dedica di Bonvi, il disegnatore di "Cattivik", e tante foto di trasferte negli Usa del supervisore, il giovane architetto Raffaele Schiavullo, che lavora anche alla Federico II come docente di Tecniche di realtà virtuale interattiva. «Abbiamo realizzato due versioni del "museo virtuale", una che si vede con il caschetto, laltra fruibile anche sul web tramite un qualsiasi browser internet - dice Schiavullo - Dopo lesperimento del 2006 per Villa dei Misteri, con la Casa del Fauno abbiamo pronte altre cinque tappe per un itinerario pompeiano che va completandosi: il Teatro Grande, la Casa del Poeta Tragico, la Casa dei Vettii e quella dellAra Massima».