LIstituto dei beni culturali ha "certificato" le collezioni che hanno dimostrato di possedere i requisiti di efficienza stabiliti dalla Regione. E oggi si festeggia Il profilo di una testa antica segnata da nove fori che compongono una «Q» stilizzata - nove come le muse e le province - è il marchio che da questoggi certifica i 109 «musei di qualità» dellEmilia-Romagna: raccolte e collezioni di natura e consistenza le più diverse che, disseminate nellintero territorio regionale, tra capoluoghi e piccoli centri, hanno dimostrato di possedere i severi requisiti richiesti dallIstituto per i Beni Culturali. Per alcuni grandi musei allinearsi agli standard di qualità è stato facile; altri, i più piccoli e decentrati, hanno fatto salti mortali per dotarsi di un Regolamento, garantire le ore di apertura, la cura e lo studio delle collezioni, la professionalità del personale scientifico, i servizi e le iniziative rivolte a ogni tipo di pubblico..., in definitiva, la vocazione a svolgere un ruolo dattori nei confronti delle comunità che li accolgono. Oggi li si festeggia, tutti e 109, allauditorium della Regione, in viale Aldo Moro, con una giornata aperta alle 10 dal presidente dellIbc Ezio Raimondi e chiusa alle 13 dallassessore alla cultura Alberto Ronchi, che consegnerà «il kit di qualità» ai musei riconosciuti. Non è una formalità: il kit contiene un manuale con le istruzioni sulluso del marchio-logo (di cui sono state realizzate due fusioni in bronzo particolarmente evocative), e inoltre un timbro e adesivi. Una pubblicazione, un «albo» come lo definisce Ezio Raimondi, riunisce le schede didentità dei 109 musei, con i dati essenziali e stringatissime descrizioni. On line, al sito dellIbc, è possibile consultare una banca dati di testi e immagini assai più doviziosa e in futuro anche in versione bilingue, ma qui, con la carta, si è voluto dar forma a «un diario di lavoro» rapido e maneggevole, al momento stampato in 1500 copie, punto di partenza per ogni futura promozione. On line è anche possibile vagliare le 70 proposte di marchio giunte allIbc in risposta al concorso rivolto a grafici under 35, concepito con il Design Center, nonché verbale e motivazioni della giuria. Ha vinto lidea di Laura Bortoloni e Matteo Guidi: un «marchio non marchio», così lha descritto Carlo Branzaglia, e perciò duttile, sospeso tra memoria dellantico e sentimento contemporaneo. La comunità dei musei deccellenza accoglie musei civici e privati, ecclesiastici e universitari (ne sono escluse, per statuto, le pinacoteche statali). Non contano le dimensioni: nel novero di Bologna vi è il Mambo ma anche il Museo di Burattini di Budrio, il Museo universitario di Palazzo Poggi ma anche il Museo etnografico LabOrantes di Porretta. I 109 musei potranno fregiarsi di questo riconoscimento, che ha valore triennale, fino al 2012: nel frattempo ai primi potranno aggiungersene di nuovi - «è un albo aperto» - ma tutti nel 2012 saranno sottoposti a nuova verifica, spiega Laura Carlini, responsabile del Servizio Musei e Beni Culturali dellIbc. È anche vero che su tutti incombe la minaccia di bilanci comunali sempre più limitati e limati e che mantenere gli standard qualitativi ha un costo. Dal canto suo nel decidere gli investimenti triennali delle legge 182000 da destinare ai musei, la Regione terrà prioritariamente conto dei musei di qualità; insomma, è una scommessa che vale la pena fare.