MELDOLA - "C'è ancora a Forlì quell'orribile pensilina per autobus in piazza Saffi? Ancora non lo hanno demolito il parcheggio di piazza Montefeltro? Cosa aspettano?". A porre le domande ad Antonio Nervegna , candidato alle regionali del 28 e 29 marzo nelle fila del PdL , è il critico d'arte più famoso d'Italia, Vittorio Sgarbi, invitato da lui a Meldola a presentare il volume "L'Italia delle meraviglie" e al contempo a tirare la volata all'esponente azzurro del PdL. "Davvero hanno (riferito alla giunta comunale di sinistra, ndr) sostituito l'albero di Natale con rami secchi e fili di ferro? Incredibile": s'è stupito Sgarbi che anche in Romagna ha lanciato il suo 'manifesto' in difesa della "slow architecture" come principio ispiratore che muove al ripristino ed alla manutenzione dei beni artistici e architettonici in sostituzione alla barbarie della demolizione e delle colate di cemento ad ogni costo". Giudizio senza appello quello di Vittorio Sgarbi contro le politiche "culturali" delle amministrazioni di sinistra. E stretta di mano a Nervegna - con ideale passaggio delle consegne a suggello di 20 anni di amicizia che prese le mosse proprio fra Meldola e la pieve di Polenta - come sprone a continuare la sua battaglia contro "le brutture architettoniche" e gli ecomostri in vetro e cemento. "Forlì è una città bellissima, una sorta di Ferrara 'segreta' e dobbiamo farla resistere alle aggressioni di privati e amministratori che si sono accaniti negli ultimi decenni per "distruggerla, aggredirla, sfregiarne l'immagine e torturarla". "L'analisi di Sgarbi, seppure provocatoria, è tutt'altro che faziosa - spiega Nervegna - l'odio viscerale degli amministratori di sinistra per i simboli religiosi e l'iconografia cristiana sfocia non soltanto nell'azzeramento dei simboli dell'arte sacra e del cattolicesimo, a anche nell'esaltazione di ogni inutile e discutibile prova di arte 'povera' anni Sessanta, fra dissacrazione e gusto dell'orrido: non è casuale che io stesso per primo abbia lanciato con giusta causa una forte polemica sugli alberelli di Natale in 'filo spinato' e poi tutti gli altri mi siano venuti dietro. Era necessario aprire un dibattito ( e non accadeva da anni ) sulla congruenza dei beni storico-culturali nella nostra città: Forlì è inserita nelle rete delle città d'arte e non la si può degradare a paesello sovietico : come se ne ha prova invece in altre opere pubbliche 'ristrutturate' a Forlì!". Nervegna ha condiviso anche l'analisi di Sgarbi fra i due modi di esprimere il senso del bello nella cultura cristianooccidentale e musulmana che non sono equivalenti. "Abolire il crocifisso, nel nome dell'ateismo o del pacifismo, è soltanto la prima tappa - conclude Nervegna - di un percorso che porterebbe a rinnegare , prima ancora della nostra matrice religiosa, l'intera storia culturale e artistica della nostra civiltà: i prodromi dell'annientamento della nostra stessa essenza e quindi della nostra vita". Abbraccio e stretta di mano finale fra Sgarbi e Nervegna , nel nome del Cristo Morto di Mantegna, la straordinaria opera che lo stesso critico e polemista ferrarese, nominato curatore del Padiglione Italia della Biennale d' Arte 2011 dal ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi, porterà a Venezia al centro del Padiglione Italia .