Rutelli contro l'ipotesi di un «La Regina bis» Ma perché questo attacco di Francesco Rutelli al sovrintendente archeologico Adriano La Regina? Tra poco più di cinque settimane il tutore delle rovine romane andrà in pensione: che bisogno aveva l'ex sindaco, martedì alla Festa della Margherita, di rinnovare la polemica che ha caratterizzato, per tanti anni, il rapporto tra lui e il sovrintendente, definito dal Campidoglio a quel tempo «il Signor No» per il suo atteggiamento di fronte a tante iniziative edificatorie comunali? Mercoledì prossimo va in Scadenza la conversione del decreto legge n.136 del 28 maggio scorso. Il relativo disegno di legge è stato già approvato dal Senato il 13 luglio ed ora il testo -atto 5150-è all'esame della Camera. Il provvedimento tende a «garantire la funzionalità di alcuni settori della pubblica amministrazione». Se il ddl viene approvato Adriano La Regina resta sovrintendente per altri tre anni. Infatti la nuova norma prevede che alcune categorie di dipendenti pubblici possano richiedere «il trattenimento in servizio fino al compimento del settantesimo anno d'età». Con grande smacco per Rutelli che, avendo ad un certo punto scambiato aperta ostilità con la non simpatia offertagli da La Regina, non aspetta altro che la scomparsa dalla scena pubblica del sovrintendente, da 27 anni in prima linea in difesa dell'archeologia. Ma più che essere un polemico saluto ad un antagonista che va in pensione, le dure critiche dell'altro giorno di Rutelli a La Regina possono essere interpretate come un messaggio dissuasivo lanciato ai deputati, comunque come un augurio che la «leggina» di cui può beneficiare il sovrintendente non possa essere votata entro i termini previsti, passando ad un riesame. Che avverrebbe dopo il ritiro a vita privata dell'alto funzionario statale. Il «ripescaggio» del sovrintendente (e degli altri ultrasessantenni), che risulta gradito negli ambienti del ministero dei Beni culturali, è osteggiato però dai sindacati confederali (contrari all'intero ddl, non a La Regina) e dalla «potente lobby» dei giovani dirigenti pubblici, desiderosi di fare carriera. Il sovrintendente archeologico ieri ha risposto a Rutelli con toni insolitamente polemici. Quanto al suo futuro, dice con distacco olimpico: «Ogni cosa faccia il suo corso, poi vedremo».