In epoca medievale costituiva una delle più importanti vie di comunicazioni. Di fatto era il pellegrinaggio che da Canterbury portava i fedeli a Roma per rendere omaggio all'apostolo Pietro, ma ben presto divenne una fondamentale arteria per i traffici commerciali tra il Nord Europa e il Mediterraneo. I pellegrini provenienti soprattutto dalla terra dei Franchi in età post carolingia cominciarono a valicare le Alpi ed entrare in ltalia attraverso il Colle del Monginevro o transitando dal Moncenisio, dando così alla strada il nome di Francigena, ossia proveniente dalla terra dei Franchi. Quell'itinerario, insieme a quello per Santiago di Compostela e per la Terra Santa, segnò culture e territori, contribuendo a mettere in relazione culture diverse e lontane. Anche per questo la via Francigena dal 1994 è, insieme proprio al Cammino di Santiago di Compostela, «Itinerario culturale del Consiglio d'Europa». risale all'anno 990. A compierlo fu Sigerico, arcivescovo di Canterbury di ritorno da Roma dopo aver ricevuto il Pallio dalle mani del Papa. La via Francigena risulta segnata dalle carte a partire dal 1056 e si sviluppa su un percorso di 1.600 chilometri. Partendo da Canterbury si arriva a Dover per attraversare la Manica. Da Calais si arriva a Reims, Besancon, Losanna e di lì si passano le Alpi, scendendo verso Ivrea, Vercelli, Pavia, passando gli Appennini tra Piacenza e Parma e arrivando in Toscana, proseguendo per lucca, Siena, San Gimignano, Bolsena e Viterbo per arrivare a Roma. Sigerico impiegò 79 giorni per completare il suo cammino. Col tempo, i pellegrini che raggiungevano Roma proseguivano fino a Brindisi per imbarcarsi per la Terra Santa, utilizzando quella che viene definita la Francigena del Sud. In tempi recenti si è molto lavorato per far tornare alla luce l'antica via. E presto una parte consistente di essa torna a vivere, grazie all'iniziativa del consigliere provinciale Enzo Carpenella, delegato alla Rivalutazione storica e artistica e allo sviluppo della via Francigena del Sud. È stato infatti istituito a Palestrina il primo tavolo di lavoro per la realizzazione del progetto di ricostruzione dell'antico percorso religioso sull'asse Prenestina-Latina. Il progetto elaborato da Carpenella prevede il diretto coinvolgimento della realtà locali e l'incontro tenutosi venerdì presso la Sala del Consiglio del Comune di Palestrina ha rappresentato un primo momento di confronto ufficiale con le realtà municipali per saggiarne la disponibilità. «La via Francigena rappresenta una risorsa del territorio, di identità locale, patrimonio spirituale dei suoi cittadini e, soprattutto, un'occasione di crescita e sviluppo economico attraverso il turismo, la cultura e l'innovazione dei servizi - sostiene Carpenella - Bisogna mettere a sistema le varie risorse dei territori per realizzare un'efficiente azione sinergica in tutta l'area interessata dal percorso religioso, per dare impulso nuovo al turismo di questi territori penalizzati dalla vicinanza del centro storico della Capitale. Occorre realizzare un raccordo tra le varie manifestazioni culturali, sociali e della tradizione popolare raccordandole attorno al percorso religioso». L'idea è quella di riunire i Comuni di Palestrina, Gallicano, Labico, Genazzano, Serrone, Caprinica, San Vito Romano, Paliano. A Palestrina tutti i soggetti coinvolti hanno manifestato la propria disponibilità ad aderire al progetto della Provincia di Roma presentato da Carpenella. Piano piano la via Francigena sta ritornando a vivere.